Stupri di gruppo e atti sessuali su minori: il ragazzo pestato a Salerno è un pregiudicato

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Dario Marruso ieri aveva fatto sapere di essere stato pestato perché gay. Scavando sul personaggio emerge un quadro fitto di pesanti problemi con la giustizia.

Dario Marruso
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Ieri abbiamo riportato la notizia, diffusa da molti media LGBT e non solo, di un ragazzo pestato a Salerno perché gay: dopo alcune verifiche da parte di enti preposti sul soggetto, Dario Marruso, è emerso che l’uomo in questione sarebbe stato condannato, circa due settimane fa, a 14 anni di reclusione per atti sessuali con minori e stupri di gruppo su minori; a riportare la notizia Il Mattino e L’Unione Sarda.

I fatti, stando a quanto riportava Positano News nel 2013, sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2008: “i bimbi, una femminuccia e due maschietti, secondo la ricostruzione dei fatti operata dalla Procura, sarebbero stati minacciati dal padre con un coltello a partecipare alle orge, con cadenza anche di tre volte a settimana. Non solo sarebbero stati protagonisti ma a volte spettatori di orge di gruppo omosessuali. La più piccola delle vittime aveva poco più di due anni. Uno dei bambini sarebbe stato penetrato con un dito, un altro sarebbe stato costretto a subire violenze sessuali complete. Il tutto sotto l’occhio della telecamera che riprendeva i filmati. Le violenze avvenivano in un appartamento di Mariconda dove i piccini andavano in compagnia del padre. Gli atti venivano ripresi e commercializzati a scopo di lucro. Vere e proprie ‘esibizioni pedopornografiche’ – scrive il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio – che erano poi commercializzate allo scopo di lucro con un tariffario che andava dai 20 ai 50 euro‘”.

Sono inoltre emersi altri aspetti: Marruso sarebbe noto all’ambiente gay salernitano e avrebbe avuto anche altri problemi con la giustizia (sarebbe coinvolto, secondo L’occhio di Salerno, in un giro di spaccio, prostituzione ed estorsione che coinvolge 65 indagati). Inoltre sui social network è amministratore di ben tre profili personali, di cui uno con contenuti e caratteristiche ben diverse da quello da cui è stato tratto il video del pestaggio e un altro che sembrerebbe essere inutilizzato dal 2013: è possibile riconoscerlo dai tatuaggi e da altre caratteristiche fisiche.

Non siamo in grado di affermare se Dario Marruso sia stato realmente aggredito come ha raccontato ieri in questo video che avevamo pubblicato ieri.

Ecco la notizia pubblicata ieri:

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