Sanpaolo cambia idea: sì ai congedi matrimoniali per dipendenti gay

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La banca trova accordo coi sindacati. Ecco i nuovi requisiti con cui ottenere il congedo.

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Alla fine Intesa Sanpaolo ha cambiato idea e d’ora in poi anche i suoi dipendenti omosessuali sposati all’estero potranno usufruire del congedo matrimoniale.

Solo due mesi fa una coppia di Mestre, dopo essersi sposati in Portogallo, aveva fatto richiesta presso la filiale dove lavora uno dei coniugi ottenendo esito negativo. Oggi, grazie all’accordo tra la banca e i sindacati di categoria, la buona notizia. Si tratta di un “congedo straordinario retribuito di 15 giorni consecutivi di calendario”, spiega la Intesa Sanpaolo, che verrà assegnato al “dipendente che contrarrà matrimonio riconosciuto in Italia o all’estero, con rito civile, cattolico o acattolico, senza trascrizione nei registri dello stato civile italiano”, a condizione che i coniugi dopo il matrimonio “risultino conviventi” oltre che posseggano i requisiti richiesti dallo Stato per potersi sposare.

Notizia accolta con soddisfazione dal presidente nazionale Arcigay. “In Italia – dice a Gay.it Flavio Romani, presidente di Arcigay – sono sempre di più le aziende che al di là dell’ordinamento hanno deciso di fare un passo avanti e di estendere i benefici anche alle coppie dello stesso sesso: famiglie uguali alle altre e che meritano lo stesso trattamento”. Infine si rivolge a Roma: “Stupisce che siano i privati e il mondo imprenditoriale a prendere l’iniziativa mentre il mondo politico continua prendere tempo”.

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