Sarajevo: niente studenti gay negli studentati

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Il direttore della casa dello studente della capitale bosniaca ha dichiarato di non volere studenti omosessuali: "Non può esserci tolleranza. Solo problemi per gli studenti normali".

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Gli studenti gay, lesbiche, bisex e trans non possono vivere negli studentati di Sarajevo come tutti gli altri allievi delle università. In realtà, pare che la cosa non si limiti solo alla capitale della Bosnia-Erzegovina. Cosa glielo impedisce? L’omofobia violenta e dilagante dei direttori delle case degli studenti.

"Per persone simili non c’è posto nei nostri studentati", afferma Emir Kadric, direttore del centro universitario di Sarajevo in un’intervista rilasciata al quotidiano San.

"Non riconosco gli omosessuali e non è possibile che vengano messi in una delle due case dello studente del territorio di Sarajevo". "Non mi interessano gli omosessuali e, ad essere sincero, suggerirei loro di costruirsi sì uno studentato, ma a chilometri di distanza dai nostri", aggiunge senza timore di smentita Kadric. "Non può esserci tolleranza, perché per me queste persone prima di tutto non sono apposto con loro stesse! Cosa me ne faccio di gente così nello studentato? Creerebbero solo problemi tra gli studenti normali", conclude chiudendo ogni porta al dialogo. Il San aggiunge che questo atteggiamento non è prerogativa del solo Kadric, ma sarebbe condiviso dalla maggior parte dei direttori degli altri studentati della Bosnia-Erzegovina.

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