Sassari: chiuso locale gay. E’ persecuzione?

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Il provvedimento giustificato dal fatto che le emissioni sonore superavano di tre decibel il limite consentito: ma i soci credono che ci sia altro...

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SASSARI – La mattina di martedi 21 maggio, la polizia municipale di Sassari su richiesta del G.I.P. Mariano Brianda, ha posto sotto sequestro i locali del circolo Arci Borderline, unico locale che ospita un gruppo gay di Sassari, per aver, a detta della notifica, “con più atti esecutivi di un medesimo atto criminoso, diffondendo musica ad alto volume fino alle prime ore del mattino, disturbato le occupazioni e il riposo dei condomini di via Rockfeller 16”. Azione penale quindi e non semplice sanzione amministrativa, che prevede la chiusura cautelativa del circolo sine die.

I fatti: lo scorso anno su denuncia di alcuni condomini fu aperta un’indagine che prevedeva un rilevamento fonometrico da parte della polizia municipale per accertare la regolarità delle emissioni sonore provenienti dal locale. Da tale riscontro è emerso che il Borderline supera di ben “tre” decibel la soglia massima consentita.

Il direttivo del circolo ha contestato il provvedimento, sottolineando l’eccessiva severità e il fatto che l’ordinanza chiedeva anche la chiusura degli uffici delle tre associazioni (Movimento omosessuale sardo, Agedo e Sr) che hanno sede e operano all’interno del locale.

«Chiudere il Borderline – dicono i rappresentanti – significa bloccare tante altre attività collegate come ad esempio la campagna Action for peace in Palestina oppure le rassegne di pittura, teatro e video». La ferma opposizione del direttivo del Borderline ha evitato questo provvedimento e ora gli stessi soci chiedono di poter riprendere l’attività, dichiarandosi pronti a chiarire tutto.

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