SCATTI D’ORGOGLIO

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In occasione del Toscana Pride 2004, L'Altro Volto di Lucca lancia un innovativo concorso fotografico: cogliere gli aspetti solitamente trascurati della manifestazione glbt.

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LUCCA – Fateci caso. Prendete la quasi totalità degli articoli che parlano di omosessualità apparsi sul vostro quotidiano. Nella stragrande maggioranza dei casi, a corredo dello scritto, troverete una foto di Drag Queens, di travestiti, di persone abbigliate eccentricamente. Certo, anche loro fanno parte del variopinto mondo glbtq (gay, lesbico, bisessuale, transgender, queer) ma è mai possibile che l’unico modo che i giornali hanno di rappresentare l’omosessualità sia questo?

Alla scoperta di un volto inconsueto dell’orgoglio glbtq, l’associazione lucchese L’Altro Volto Lucca Gay Lesbica, con il patrocinio della Amministrazione Provinciale di Lucca, lancia un innovativo concorso fotografico, aperto a tutti i fotografi, professionisti e non, intitolato “Scatti d’orgoglio“. Sono ammesse opere in bianco e nero o a colori, che ritraggano, si legge nel regolamento del concorso, «la manifestazione dell’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale denominata Gay Pride, in maniera originale, uscendo dagli stereotipi in cui cade normalmente la comunicazione visiva di massa».

«L’idea ci è venuta quando per la terza volta consecutiva un giornale locale pubblicava un nostro comunicato con la stessa foto che ritraeva due uomini truccatissimi e ricoperti di piume e paillettes – racconta Luisella Audero, membro dell’associazione e curatrice del concorso – Precisiamo: non abbiamo assolutamente nulla sulla visibilità di Drag Queens, travestiti e trans al Pride, anzi. Il bello della manifestazione sta proprio nel suo essere colorata, piena di presenza diverse. Ma perché i media si ostinano a puntare il loro sguardo esclusivamente su quel tipo di presenza riducendo il tutto ad un solo fenomeno, quello più appariscente? La maggior parte di noi, non si traveste, non si trucca, non spettacolarizza la sua identità. E sono la maggioranza, sono coloro che testimoniano l’orgoglio glbt quotidianamente nella loro vita».

Così, L’Altro Volto ha deciso di chiamare a raccolta i fotografi, che durante il “Gay Pride” – come viene normalmente chiamato – si sbizzarriscono a immortalare l’evento, chiedendo loro di rivolgere un occhio particolare non solo all’aspetto “folklorisitco” del Pride, ma anche al suo volto nascosto, sul significato culturale, sulla motivazione che spinge a festeggiare la propria identità in un giorno “esclusivo” per educare alla visibilità, per educare alla normalità…

«Sono tante le persone omosessuali, bisessuali o transessuali che considerano la partecipazione al Pride l’unico momento legato al loro “attivismo” per i diritti glbt – prosegue Luisella – Persone che magari quotidianamente non si uniscono all’impegno più palese del movimento, ma che si impegnano ogni giorno nel privato, con la famiglia, sul luogo di lavoro, tra gli amici. E questo modo di essere presenti è di fondamentale importanza, anche se non finisce mai sotto i riflettori: è attraverso questo lavoro quotidiano che si abbattono pregiudizi e si conquistano i diritti».

«Ci piacerebbe – conclude la curatrice del concorso – che attraverso “Scatti d’orgoglio” questo aspetto dell’essere gay, lesbica, bisessuale o transessuale emergesse, in tutta la sua importanza e drammaticità. Speriamo di avere decine di immagini da poter proporre ai giornali d’ora in poi, al posto delle abusate foto d’archivio… foto di noi, orgogliosi di essere diversi nella nostra normalità, uguali nella nostra diversità.. noi, persone d’amare e rispettare, persone che sono il vostro idraulico, il vostro più caro, amico, l’impiegata della posta, la cameriera e l’infermiera… noi una realtà visibile, troppo spesso invisibile agli occhi di chi ha ancora paura di noi e non riesce ad ascoltarci e vederci. Uno scatto d’orgoglio per leggere nelle nostre anime e nei nostri sorrisi, nei sorrisi dei vostri figli, dei vostri vicini di casa».

Per avere tutte le informazioni, è possibile consultare il sito www.altrovolto.it, oppure scrivere a luisella.audero@email.it, o chiamare il numero 329-3948523.

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