Scheda: Cosa sono le “chems”

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Le sostanze assunte prima e durante il sesso sono alla base del divertimento gay. A casa o in discoteca. Ma un alto dosaggio e l'assunzione insieme all'alcol le...

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La morte dell’uomo a Roma per cui si ipotizza un mix fatale di cocaina e alcol, riaccende il riflettore sull’uso delle cosiddette "chems". Al di là del singolo episodio è un dato di fatto che anche in Italia le chemistry, un nome generico che indica tutte le droghe sintetiche o semisintetiche, si fanno largo sempre più negli spazi di socializzazione gay sia privati, come nelle case, sia pubblici come le discoteche, le saune e i cruising. Cocaina, speed, crystal meth, G, K, ecstacy, popper sono solo alcune delle chems più diffuse.

Il loro scopo è quello di aiutare ad essere disinibiti e aumentare la percezione positiva di sé. Ecco quindi che il loro uso durante un sex party sembra il più adatto. Ma se il dosaggio è sbagliato o se l’assunzione avviene insieme all’alcol, il mix può risultare mortale. Non solo. La pericolosità di questo tipo di sostanze sta nella falsa percezione dell’essere invincibili che fa sottovalutare quando non "dimenticare" del tutto l’uso del preservativo.

Per chi già assume il trattamento HAART contro il virus dell’HIV, invece, le sostanze chimiche possono influire con alcune delle pasticche che si assumono. Chi è in cura con il Ritonavir, ad esempio, dovrà assolutamente evitare di assumere il Crystal Meth che ha la capacità di moltiplicare gli effetti tossici del principio attivo contenuto nella pasticca. La perdita della percezione del tempo, inoltre, mette a rischio l’aderenza della cura anti-HIV che come è noto deve essere strettissima.

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