Sciopero generale: le associazioni lgbt in piazza con i sindacati

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"La crescita promessa da Renzi si paga con la moneta dei diritti", dicono le associazioni.

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In piazza con i sindacati, oggi, ci sono anche le associazioni lgbt. Arcigay, Arcilesbica, Mit e Famiglie Arcobaleno aderiscono allo sciopero generale per esprimere “dissenso e preoccupazione per la deriva dispotica e per i veri e propri arretramenti che la politica del Governo Renzi sta mettendo in campo, attraverso il Jobs Act e la legge di Stabilità, ma anche nelle numerose inottemperanze e negli impegni mai rispettati”.

Un esempio su tutti? Il famoso, o famigerato, articolo 18 che, sanzionando i licenziamenti per motivi di discriminazione, rappresenta una tutela per le persone lgbt, ma che il Jobs Acr indebolisce fino a prevederne la scomparsa per chi non ne gode già.

La moneta dei diritti

“Il modello Renzi, che promette la crescita pagandola con la moneta dei diritti – scrivono le associazioni -, non può essere un orizzonte auspicabile per il nostro Paese. Siamo gay, lesbiche e trans ma siamo anche lavoratori e lavoratrici come tutti: per questo, dallo sprofondo della totale assenza di riconoscimento delle nostre identità e dei nostri diritti, non siamo affatto disposti e

disposte a legittimare arretramenti in tema di tutele”. La critica al governo non è solo nel merito dei provvedimenti, ma anche per il metodo con cui quei provvedimenti vengono presi.

La protesta necessaria

“Riteniamo – continuano i portavoce di Arcigay, Arcilesbica, Mit e Famiglie Arcobaleno – inammissibile lo stile padronale con cui il Governo Renzi volta le spalle alle parti sociali, delegittimando i luoghi del sindacato e dell’associazionismo, preferendo ad essi la grande imprenditoria e l’alta finanza, e arroccandosi nel marcio di una cultura partitica che quotidianamente svela scheletri nell’armadio, storie di abusi, truffe, corruzioni, peculati, disonestà che sono la prima causa della crisi in cui questo Paese da anni agonizza”. “I toni umilianti e le scrollate di spalle – concludono – offendono la nostra Storia e allontanano le mete di civiltà per le quali le istituzioni sovranazionali da anni richiamano l’Italia. La protesta è quindi necessaria e improcastinabile e a questa protesta noi esprimiamo pieno e convinto sostegno”.

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