Scontri con Militia Christi a convegno contro l’omofobia: arrestati

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Sono uno ai domiciliari e uno in carcere i due attivisti romani fermati oggi.

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Nunzio D'Erme

Nunzio D’Erme

Due attivisti sono stati arrestati questa mattina a Roma. L’accusa è per uno di loro, che si trova ai domiciliari, di resistenza a pubblico ufficiale e per l’altro, al momento trattenuto in carcere, di resistenza, lesioni e procurata evasione, reati commessi durante degli scontri con Militia Christi in occasione di un’iniziativa contro l’omofobia nelle scuole che l’organizzazione cattolica intendeva impedire. I fatti risalgono allo scorso 21 maggio quando Marco Bucci e Nunzio d’Erme si erano recati, insieme ad altri militanti dei centri sociali ed attivisti, al convegno “Caro prof mi chiamano gay – Il ruolo della scuola nell’educazione sentimentale” organizzato nella sala rossa del VII Municipio di Roma dallo stesso municipio e dall’Istituto Metafora. Al convegno partecipavano Celeste Costantino, deputata di Sel e promotrice della proposta di legge per “L’ora di educazione sentimentale a scuola”, Loris Antonelli, Assessore alle politiche educative e scolastiche, formazione e politiche giovanili, Susana Fantino, Presidente Municipio VII, oltre a due psicologi che avevano il compito di sviluppare il seminario (qui il programma completo dell’iniziativa ).

Ma l’evento non era piaciuto agli attivisti di Militia Christi, da sempre su posizioni estremamente contrarie a qualsiasi forma di apertura ai diritti delle persone lgbt e di contrasto all’omofobia. Per questo, l’organizzazione ultracattolica aveva fatto sapere che avrebbe tentato di impedire il convegno. In due, il 21 maggio, si erano presentati nei locali del Municipio cercando di distribuire volantini in favore della “famiglia naturale”. Il tentativo, però, venne contrastato non solo dai militanti dei centri sociali presenti, ma anche da altre persone presenti in platea. All’intervento della Digos, seguirono degli scontri durante i quali Bucci e d’Erme, che è stato consigliere comunale a Roma, avrebbero opposto resistenza agli agenti e, il secondo, avrebbe ferito un poliziotto cui era stata data una prognosi di tre giorni (diventata di 55 dopo la visita del medico della polizia, secondo quanto ha dichiarato il legale dei due attivisti), oltre ad avere favorito la fuga di un altro ragazzo già fermato dagli agenti per avere brandito un punteruolo contro gli uomini in divisa. Durante la conferenza stampa di oggi, a cui ha partecipato anche la presidente del Municipio, Marco Lucentini, l’avvocato che assiste i due fermati ha definito i provvedimenti “inquietanti” e si è detto “preoccupato sotto il profilo giuridico”. Stando a quanto si apprende, non sono stati emessi provvedimenti nei confronti di aderenti a Militia Christi.

Solidarietà ai due attivisti è stata espressa dal capogruppo di Sel in Campidoglio che ha dichiarato: “Ormai le misure restrittive hanno il carattere politico, altrimenti non si spiega. Liberi subito!”

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