SCOUT: LA LETTERA D’ADDIO

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"Cari fratelli scout..." Ecco la lettera con cui Stefano Bucaioni si congeda dai suoi compagni di scoutismo.

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Lettera aperta all’Associazione

Perugia, 26 giugno 2002

Cari fratelli scout,

ho deciso di prendere di nuovo in mano la penna e scrivere una lettera, questa volta la scrivo a tutti voi, dopo il primo articolo e gli altri comparsi di seguito, dopo la puntata del Costanzo Show, a tutti voi che avete cercato di farvi una vostra idea, non accontentandovi di quella degli altri. Questa volta non è un’intervista o un riportare parti di una memoria. Sono io in queste parole. Non scrivo per convincermi, né tanto meno per convincervi. Questa lettera vuole essere un pensiero rivolto a tutti voi, affinché possiate capire quali sono i sentimenti e le emozioni che stanno dietro a tutto quello che ho fatto.

Tutto iniziò con quell’articolo, scritto di getto e firmato con il nome di Capitan Jonathan, il gabbiano che aveva imparato ad essere capitano di se stesso, scoprendo il modo per vivere a pieno la sua vita e trasmetterla agli altri. Un po’ era questo quello che mi proponevo, cercare di trasmettere questa mia felicità e questo mio amore agli altri, invitando a capirlo per quanto inusuale potesse sembrare. In fondo sempre di amore si tratta. Quell’articolo era il riassunto di mesi di riflessioni, mesi passati a cercare un "filo più grosso" dove restare in equilibrio. Da quei mesi ne sono passati tanti altri, sono passati amici vicini e lontani, consigli, scelte, opinioni, tutte cose che hanno segnato un mio profondo processo di crescita. Tanto ho sperato che quell’articolo uscisse su Carnet di Marcia, perché sapevo che qualcosa stava cambiando ed i tempi potevano essere maturi per affrontare un argomento tanto delicato quanto attuale. Ma l’assurda volontà di non creare altri problemi, di non affrontare questo ostacolo, ha spinto molti a lasciar perdere il dialogo. Non importava più parlarne perché avrebbe in qualche modo scosso il finto equilibrio in cui tutti noi ci culliamo.

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