“Sei gay? Sei a rischio, non puoi donare il sangue”

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E' quello che si è sentito rispondere un giovane milanese, in ottima forma fisica, da una dottoressa del Centro Trasfusionale del Policlinico. L'alibi? Una direttiva europea che però...

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"Tu non puoi donare il sangue perché sei gay". Deve essersi sentito rispondere una cosa molto simile a questa Lorenzo Masili, omosessuale milanese, in perfetta forma fisica che convive con il suo compagno da ben 8 anni e che aveva deciso di andare a donare il proprio sangue. Ma il centro trasfusionale del Policlinico del capoluogo milanese ha fatto appello ad una direttiva europea ed ha giustificato così, sulle pagine del Corriere della Sera, il proprio comportamento: "Caro direttore, in risposta alla lettera del signor Lorenzo Masili sul Corriere di ieri, precisiamo che l’esclusione dalla donazione di sangue di soggetti maschi i quali abbiano rapporti omosessuali — indipendentemente dal numero di partner — deriva dalle indicazioni della Commissione Europea (Direttiva 2004/33/EC) e della Legge italiana (Decreto ministeriale 13.4.2005, allegato 4) che appunto impediscono la donazione da parte di soggetti con comportamenti a rischio. (…)".

Peccato che il documento comunitarioa cui si fa riferimento parla di "sexual behaviour" ovvero di comportamento sessuale in generale, etero o gay che sia, senza alcun riferimento psecifico all’orientamento sessuale del potenziale donatore, come ha fatto notare anche Giovanni dall’Orto dalle pagine del suo sito.

Sulla vicenda, intanto, i parlamentari radicali nel Pd hanno già stata presentata un’interrogazione ai ministri del Lavoro, delle Pari Opportunità e dei Rapporti con le Regioni chiedendo se non si riscontri una vera e propria discriminazione ai danni di una persona solo perché omosessuale e di dimostrare, dati scientifici allamano, che questo divieto ha ragioni mediche. 

"L’esclusione dalla donazione di sangue di un ragazzo, da parte del Policlinico di Milano – scrive Segretario Associazione Radicale Certi Diritti -, è grave e preoccupante perché la motivazione non si basa su elementi di stile di vita considerati dalla scienza ‘a rischio’ ma semplicemente su quella dell’orientamento sessuale. Ciò che è ancor più grave è che i dirigenti del Policlinico, per difendere il loro operato, si giustifichino citando una Direttiva europea e un decreto ministeriale che semmai conferma che l’esclusione dalla donazione di sangue si deve basare sul comportamento ‘a rischio’ delle persone e non sul loro orientamento sessuale. Questo comportamento è preoccupante e dimostra in modo inequivocabile  come le forme di discriminazione si affermino sempre più in questo paese".

 

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