“SEMPRE AL FIANCO DEI GAY”

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Intervista a Oliviero Diliberto, segretario del Partito Comunisti Italiani. Che afferma come si possa lottare per i diritti gay soltanto con profonde modifiche sociali. Il problema aids nelle...

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ROMA – Ai primi di ottobre del 1998 Rifondazione Comunista convocò il Comitato nazionale nel quale il segretario Bertinotti propose di non votare la legge finanziaria. Cadde il governo Prodi e si lacerò il partito con l’abbandono di Cossutta. L’11 ottobre nasce a Roma il Partito dei Comunisti Italiani. Nel maggio 2000 Oliviero Diliberto viene acclamato segretario nazionale. Lo incontriamo per Gay.it

Segretario perché l’Ulivo è in crisi?

La ragione è nell’assenza di dibattito sui contenuti. Vede, durante il periodo Prodi questo progetto c’era, si chiamava Europa. Il governo fu costretto a Finanziarie severe ma fu compresa dal popolo e sostenuta attivamente. Oggi di fronte ad un governo pericoloso delle destre le cose che ci uniscono sono più di quante non si creda.

Perché è pericoloso questo governo?

Per l’attacco ai diritti. Meglio: i diritti universali vengono cancellati con una furia vendicativa e messi sul mercato una serie di “privilegi” per pochi, per lo stesso Berlusconi, i suoi amici o la sua famiglia. Questo opera uno stravolgimento della Carta Costituzionale sull’eguaglianza tra cittadini.

Stanno riscrivendo la Costituzione?

A loro immagine. In questa riscrittura vengono travolti soggetti collettivi ed individuali, c’è una privazione della loro libertà. Il lavoro, la giustizia, i diritti civili, l’informazione, la laicità dello Stato… tutto viene piegato alla logica del potere.

Lei ci va giù duro.

Potrei parlarle di altre cose, per esempio del recupero della cultura fascista, della ricostruzione di una scuola di classe, della vergognosa legge contro gli immigrati.

Senta, come possiamo pacificare questo mondo contro guerre e terrorismo?

Ho orrore della guerra e del terrorismo. Ho orrore di ogni tipo di violenza. Guerre e terrorismo scoppiano laddove esistono crisi e conflitti irrisolti.

Pensa alla Palestina?

Quel conflitto va avanti da 50 anni. Guerre e terrorismo si risolvono togliendo ai terroristi la possibilità di dare un senso ai loro atti infami. Per Bin Laden e Saddam il conflitto israelo-palestinese è una benedizione, le loro azioni ne ricevono una giustificazione, vengono nobilitate.

Quindi?

Meno soldi in armi da destinare ad una concreta speranza di pace, togliendo terreno agli atti di terrorismo.

Diliberto, lei è stato ministro della Giustizia. C’è un problema aids nelle carceri. Cosa fare?

Sono stato sempre convinto che i malati di aids non possono stare dietro le sbarre. Da ministro lavorai con tenacia perché la legge consentisse loro di essere scarcerati e ricoverati in strutture sanitarie. Alla malattia si aggiunge il rifiuto della stessa popolazione carceraria.

Una doppia condanna, quindi.

Sì. Al carcere va sommata una condizione penosa fatta di isolamento e di mancanze di cure. Quando ero ministro mi scontrai con resistenze micidiali ma ebbi contributi preziosi. Mi permetta di ringraziare Rosi Bindi, allora ministra della Sanità e Vittorio Agnoletto, due persone che si adoperarono molto.

Avete federato il “Pasolini”. Hanno poteri decisionali nel partito?

Il Coordinamento Pasolini ha ancora una dimensione territoriale e non c’era quando tenemmo l’ultimo congresso. Ma quando è nato ed ho avuto la possibilità di apprezzare l’operato delle compagne e dei compagni, ho ritenuto opportuno operare una forzatura per far sì che la responsabile del Pasolini, Rosalba Carena, entrasse nel Comitato Centrale, dove gode di potere decisionale e di intervento.

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Ottimo segretario, bravi!

La cosa che più mi preme dirle è che il Pasolini, pur essendo del Pdci, goda di una forte autonomia di progetto e di iniziativa.

Perché non vi siete mossi sui diritti civili, quando governavate?

Lei è ingeneroso a dire questo e non è vero. Voglio ricordarle che quando si scatenò la furia del centrodestra (e non solo) sul Pride di Roma, l’allora ministro delle Pari Opportunità, Katia Belillo, svolse un lavoro egregio con il sostegno incondizionato del partito.

Diamo le colpe ai moderati e alla chiesa?

Credo che non convenga alla sinistra fare il gioco dello scaricabarile. Con lealtà le dico che prima di incolpare gli altri, la sinistra deve fare i conti con se stessa, le proprie carenze ed i propri opportunismi. I moderati e la chiesa svolgono un ruolo politico che è loro proprio. E’ la sinistra che deve fare la sinistra.

Pacs a Roma e coppie di fatto. Come la pensate?

Siamo – e sono – favorevole al Pacs di Alessio e Christian e quindi alle coppie di fatto. Ho qualche pudore a dirlo perché pronunciarsi favorevoli è nei fatti una presunzione. La cosa è giusta in sé. E’ un diritto.

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