SEMPRE PIU’ ORGOGLIOSI

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Roma, sostegno del I Municipio al Gay Pride: la mozione passa con 12 si, 4 no, e un inatteso coming out. Ma le dichiarazioni di alcuni esponenti del...

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ROMA. La Capitale dal 26 Giugno 30 Giugno 2002 ospiterà l’"International Pride Roma 2002", che avrà come tema centrale la lotta alla violenza in tutte le sue forme: quella fisica, quella sociale, quella psicologica.

La dedica dell’International Pride è tutta rivolta a Sylvia Rivera, scomparsa qualche mese fa, il cui moto d’orgoglio contro la violenza della polizia fu la scintilla che scatenò nel 1969 la rivolta di Stonewall da cui il movimento gay ha preso avvio in tutto il mondo.

Il fatto forse non ci dice nulla di nuovo, normale cronaca di un evento atteso, ma l’antefatto ci dovrebbe lasciare almeno sconcertati.

Il Consiglio del I Municipio di Roma, governato dal centro sinistra e da Rifondazione Comunista, ha approvato il 14 giugno scorso l’ordine del giorno a sostegno dell’"International Gay Pride Roma" e a quanto pare si è tenuta una seduta particolarmente vivace che alla fine ha visto passare una mozione a favore del Pride romano, con 12 voti favorevoli e 4 contrari.

Si sono distinte, nella forma e nei contenuti, soprattutto le posizioni del Consigliere Imperi eletto nelle liste di Forza Italia e attuale capogruppo della Lista Tajani, e del capogruppo di AN Federico Mollicone.

Nella sua dichiarazione di voto contrario Imperi ha infatti sostenuto che gli omosessuali "vogliono essere sostenuti per la prostituzione. Gli omicidi avvenuti a Roma ai danni di persone gay avvengono perché (…) i gay sfruttano la prostituzione." Lo stesso Imperi avrebbe poi aggiunto in un impeto di virilità e quasi a voler rassicurare se stesso e i presenti di essere "un vero macho" e di avere intenzione di presentare un Macho Pride 2002 pechè a lui piacciano le donne e non scenderà mai al livello di depravazione dei gay e chiunque ride "rida pure su sto’…" che come chiusa può andar bene in osteria ma in una riunione del I Municipio ci lascia sconcertati, soprattutto se questa è la risposta ad un tipo di affermazione come quella avanzata da Antonio Trincheri (Verdi, in foto), consigliere tra l’altro di Arcigay, che ha ricordato che "Roma detiene il triste primato di essere Capitale europea degli omicidi gay".

Trincheri ha anche aggiunto che l’impegno delle istituzioni deve essere la lotta contro tutte le forme di violenza di cui sono vittima i cittadini omosessuali.: "E’ violenza dire che un gay non può fare certi lavori…che può essere sindaco a Parigi ma difficilmente a Roma, secondo una dichiarazione dell’atttuale Vice Premier Gianfranco Fini, al quale ho chiesto in una lettera aperta" ha aggiunto Trincheri " se un gay può fare almeno il Consigliere municipale"

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