Sentinelle in Piedi, nuovi sit-in contro le leggi su biotestamento e “fake news”

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Gli integralisti cattolici annunciano altre "veglie" su alcuni temi caldi dell'agenda politica.

sentinelle in piedi
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Le Sentinelle in Piedi hanno annunciato una nuova mobilitazione in diverse città italiane e come sempre, tirano in ballo i gay.

Nelle prossime settimane prepariamoci ad imbatterci nei soliti grotteschi ritrovi di persone in piedi, silenti e con libri a cui l’integralismo cattolico nostrano ci ha abituato. Sfortunate città del tour delle Sentinelle in Piedi saranno Brescia il 9 dicembre alle 16.30 in piazza Vittoria, Genova il 16 dicembre alle 16 al teatro della Gioventù, Milano il 17 dicembre alle 17.30 in piazza San Carlo e Verona, il 22 dicembre alle 18 in Piazza Bra.

Obiettivo del movimento Provita contestare le leggi in discussione in Parlamento su testamento biologico e fake news, nonché le linee guida del ministero dell’Istruzione sul cyberbullismo. Insomma norme che in buona parte si inseriscono nel faticoso tentativo di dare all’Italia qualche grammo in più di laicità e uguaglianza.

Per il movimento cattolico vicino ai fascisti di Forza Nuova “Il biotestamento apre all’eutanasia omissiva, svilisce le persone ammalate che contano meno della cosiddetta qualità della vita, mortifica il medico che deontologicamente è chiamato a salvare la vita non a toglierla e violenta la libertà di tutti”.

Sentinelle in piedi
A sinistra il leader delle Sentinelle in Piedi, Toni Brandi, insieme all’altro integralista Gianfranco Amato.

Quanto alla legge contro le fake news e le direttive sul cyberbullismo, le Sentinelle in Piedi riescono nel capolavoro di coinvolgere il loro obiettivo preferito, i gay e il “gender“. Secondo il delirante comunicato degli integralisti la guida sul contrasto al bullismo digitale “Gronda gender da tutti i pori. Col pretesto della lotta alla discriminazione e alla prevenzione della violenza, tutto il processo educativo sarà permeato dall’ideologia gender“.

Sulle fake news infine il movimento guidato da Toni Brandi si preoccupa che possano continuare a riversare odio sul web contro le persone LGBT, le donne e qualsiasi altro soggetto vittima predestinata delle loro invettive medievali: “Il riferimento della legge ovviamente non è affatto alle false notizie come si vuol far credere – attacca il comunicato – bensì alla controinformazione resa possibile dallo sviluppo del web che permette a ciascuno di cercare informazioni, approfondire, e farsi una idea eventualmente anche diversa da quella proposta dai grandi media”.

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