Tornano le Sentinelle in Piedi: “Contro matrimoni gay e utero in affitto”

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"Le unioni civili indeboliscono il matrimonio riducendolo a pulsione sessuale" scrivono gli organizzatori.

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Tornano a La Spezia, per la quattordicesima volta dal 2014, le Sentinelle in Piedi.

Sabato 11 novembre, in centro, tornano a vegliare le Sentinelle in Piedi. Gli organizzatori spiegano: “Daremo testimonianza pubblica, aconfessionale e apartitica in favore della famiglia e della libertà, oggi sempre più sotto attacco politico e mediatico”. Tra i motivi di polemica le recenti linee guida, emanate dal ministero dell’Istruzione, sull’educazione alla parità tra i sessi e sul contrasto alla violenza, alle discriminazioni e agli stereotipi. Per le Sentinelle, però, queste linee guida cancellano sostanzialmente ogni differenza tra uomo e donna: “Così si calpesta la natura e di fatto si promuovono la sterilità e l’omosessualità”. È la famiglia, a detta loro, a dover educare i figli, non la scuola: e la scuola deve mettere in condizione la famiglia di poterlo fare.

Si intende ribadire anche la contrarietà alle unioni civili: “Indebolisce il matrimonio riducendolo ad affetto, a pulsione sessuale. Scendiamo in piazza per testimoniare che il matrimonio è solo tra uomo e donna, che ogni bambino ha diritto di crescere in una famiglia con una mamma e un papà e che l’utero in affitto è una barbarie sia per la mamma sia per il bambino”.

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