SESSO; MARINES E VIDEOTAPES

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Divise hard su internet, è scandalo in Usa. Un'immagine inedita e senza alcun pudore dei Marines americani…

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È scandalo in U.S.A: i Marines gay non rispettano più il sottinteso "tu non me lo chiedi e io non te lo dico", anzi, molti dei pompatissimi G.I.-Joe americani si dilettano in video hot in cui si raccontano nei loro desideri più intimi e si mostrano mentre fanno cose che "non è permesso dire".

Il sito di San Francisco MarineMeat.com offre immagini di Marines -attualmente in servizio- nudi e in atti che lasciano ben poco all’immaginazione. Malgrado sulla homepage campeggi la scritta "Tutti i video mostrano scene di masturbazione e non indicano l’orientamento sessuale del marine", quasi tutti i ragazzi ripresi raccontano dei loro desideri più che camerateschi nei confronti dei loro compagni e non hanno remore nel mostrare di gradire comportamenti omosessuali (vedere per credere!). L’America bene, quella della torta di mele, è sconvolta: la bomba è esplosa quando un anonimo ha inviato alcune foto prese dal sito al comandante generale dei Marines James Jones e al settimanale locale Desert Trail, con una nota in cui affermava che alcuni dei 12.000 Marines di stanza alla base di Twentynine Palms, California, reclutavano i loro colleghi per posare a pagamento per video pornografici. Questa è una violazione del Codice della Giustizia Militare e, secondo il portavoce della base, anche incompatibile con gli ideali professati dal corpo dei Marines degli Stati uniti. Ma il sito non si limita a questo: usa indiscriminatamente le insegne, i sigilli e i colori del corpo dei Marines, sebbene in una nota a piè di pagina dica che questo non vuol dire che la Marina approvi in alcun modo il sito, e intima agli investigatori dell’esercito e agli ufficiali della base di Twentynine Palms di non entrare nel sito in quanto i suoi contenuti potrebbero non essere adatti a loro. Oltre alle foto il sito vende i filmati degli atti sessuali dei ragazzi a partire da 29 dollari (circa sessantamila lire).

Una volta all’interno del sito, si hanno diverse possibilità: si può fare un tour gratuito per vedere qualche foto, dare un’occhiata ai titoli dei video con relativa foto e descrizione del protagonista per rendersi conto del materiale prima dell’acquisto, o passare direttamente all’iscrizione per usufruire dei vantaggi offerti. MarineMeat si presenta come l’autorità mondiale nel campo degli organi sessuali maschili dei Marines (per usare un eufemismo, naturalmente), che nel buio delle loro camerate si rivelano come bellissimi ragazzi affamati di sesso che parlano di loro, della loro vita, gli sport preferiti, la città natale, del servizio militare e…della loro segreta, sensuale confraternita dei Marines americani. C’è il sergente Ray che, lasciati a casa mogliettina e figli, si masturba e si diletta con il suo ‘fondoschiena’ e un vibratore; il sergente venticinquenne Brett, detto ‘la bestia’ per il suo modo rude di giocare a football giù in Georgia, che racconta delle sessioni di gruppo con altri Marines, e last but not the least, come si dice, il bellissimo tenente Alex, che ha ‘l’onore’ di essere stato il primo a mostrarsi alle telecamere di MarineMeat, e che si fa riprendere con la divisa d’onore, la stessa che ha usato per il servizio alla Casa Bianca e che mostra a tutti perché e considerato un vero leader dei Marines. Sembra che i Marines americani si stiano ribellando al codice d’onore, un patto mai firmato in cui dovrebbero mantenere il ruolo di vittime sacrificali per un governo che non li accetta per quello che sono.

Il colonnello Margarethe Cammermeyer è stata il primo ufficiale a ribellarsi a tutto questo, facendo un coming out nazionale e facendo causa al Governo degli Stati Uniti per riavere il suo posto nell’esercito, vincendo la sua battaglia. Il webmaster di MarineMeat non sembra soffrire in alcun modo di un attacco così diretto al cuore delle istituzioni: può darsi che, come in altre occasioni, il Pentagono ritenga che meno se ne parla e meglio è. Restiamo in attesa della prossima mossa del governo americano, ma per ora, MarineMeat sembra essere in netto vantaggio sul suo avversario.

di Lily Ayo

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