Sesto San Giovanni, la mossa del nuovo sindaco: via dalla rete anti-discriminazioni

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La popolosa cittadina aderirà a una "più ampia visione educativa per una città a misura di famiglia".

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Un tempo era la Stalingrado d’Italia, ora è governata dal centrodestra e le prime conseguenze iniziano a vedersi.

Sesto San Giovanni, popolosa provincia alle porte di Milano (oltre 80.000 residenti), esce da Ready (la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) e aderisce alla rete dei Comuni Amici della Famiglia, promossa dall’AFI (Associazione Famiglie Italiane).

A comunicare la novità direttamente il sindaco della cittadina, Roberto Di Stefano di Forza Italia, che spiega: “Pur riconoscendo la necessità di contribuire in ambito sociale, formativo ed educativo al superamento di ogni tipo di discriminazione, l’amministrazione ritiene di dare apertura nel corso del suo mandato a una più ampia visione educativa attraverso l’adesione ad altre reti, come appunto quella delle famiglie”.

Sesto San Giovanni era sempre stata governata dal centrosinistra, dal dopoguerra in avanti: sempre, prima delle ultime elezioni amministrative di giugno. Un risultato storico, quasi impensabile, dopo 72 anni. “In campagna elettorale avevo sottoscritto l’accordo con l’AFI e sono lieto di avere un’amministrazione unita per una città a misura di famiglia e per un’economia che ponga al centro la persona per il bene comune”.

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