SHOCK TRA I GAY DI NEW YORK

di

I racconti di alcuni gay testimoni del disastro

537 0

Ormai la notizia ha sconvolto tutti: alcuni terroristi hanno schiantato dei velivoli commerciali dirottati sul World Trade Center e sul Pentagono, nella mattina di ieri martedì 11 settembre. Un quarto aereo dirottato in rotta verso San Francisco si è schiantato nelle campagne della Pennsylvania. In tutto, gli strumenti di morte potebbero essere stati cinque.
Il giornalista gay della City Andy Humm dice: «Sono sicuro di aver perso degli amici. E’ mostruoso. Non si sa cosa fare. Non si sa doe andare. Il mio compagno di appartamento, Jed, ha visto tutto dal suo ufficio a Jersey City attraverso l’Hudson. Mi ha chiamato e mi ha detto di accendere la TV. Ho visto lo schianto del secondo aereo in diretta Tv. Sono andato sul terrazzo del mio appartamento e ho visto i palazzi che bruciavano. Sono uscito per qualche minuto. Sono tornato, e loro non c’erano più. Crollati».
«Mio padre e i miei tre fratelli gestiscono due caffè laggiù: uno è proprio la strada più su del WTC – ha detto il giornalista gay e scrittore Michelangelo Signorile – Sono andati nei rifugi anti bomba subito dopo che le esplosioni avevano mandato in frantumi le finestre e poco prima che le Twin Towers crollassero. Uno dei loro negozi è andato completamente distrutto dall’onda di marea di rottami del crollo, l’altro è stato molto danneggiato».
«Sorprendentemente – aggiunge Signorile – siamo riusciti a parlare con loro, a tratti, per telefono durante tutta la faccenda. Come potete immaginare, erano molto scossi. Stavano abbastanza bene fisicamente, soffrivano solo pe rle inalazioni di fumo. Se la sono fatta a piedi fino al battello di Staten Island, l’unico modo di abbandonare Manhattan per ora. Mio fratello ha raccontato di aver visto ‘cose terribile’ nelle strade, in termini di danni alle persone».
«Andavo in bicicletta vicino il city hall – ha detto l’attivista gay veterano di New York Bill Dobbs – C’erano un sacco di maschere antigas, improvvisate in qualche modo. Vere tempeste di polvere in alcuni punti. C’era poco traffico, a parte i veicoli di emergenza. C’era un polverone dappertutto per le strade, laggiù, in alcuni punti spesso parecchi pollici… Lo stato d’animo era di incredulità, scosso ma calmo… Le torri gemelle sono parte della mia vita di ogni giorno, vedere loro e l’Empire State Building è la quintessenza di Manhattan per me. Ora giganti di polvere grigio-nera oscuravano i punti dove avrebbero dovuto essere. Non potete immaginare cosa era quando sono crollate».
«Il mio ragazzo Gary era nel suo nuovo ufficio proprio su Wall Street… qunado il primo aereo si è schiantato – ha raccontato il veterano di Act-Up Peter Staley – Mi ha chiamato alle 8.50, chiedendomi se ci fosse qualcosa nei notiziari, dal momento che aveva sentito una bomba, e fogli da ufficio stavano volando contro la sua finestra. Ho visto il secondo schianto dal vivo sulla CNN. Gary è riuscito a prendere un treno della metropolitana prima che gli edifici crollassero».
«Il mio socio d’affari, l’editore della Gayzette Frank Williams, era appena uscito dalla metropolitana a due isolati dal WTC, ha sentito odore di fumo e si è diretto verso la folla raccolta alla fine dell’isolato quando il primo edificio è crollato – ha detto Carol Fezuk, editore della Rehoboth Beach [Delaware] Gayzette – Ha detto che c’era confusione e caos mentre la gente correva scavalcandosi nel tentativo di trovare riparo. Cercava di avanzare tra i corpi e altri lo hanno afferrato per mettersi in salvo dalla nuvola di polvere e detriti che avvolgeva le strade della City. Sembra che stia bene… Ha un po’ di dolore al petto e congestione da polvere».
Il Lambda Legal Defense and Education Fund e l’American Foundation for AIDS Research (AmFAR) si trovano vicino alla zona di Manhattan in cui è avvenuto il disastro, ma sembra che nessuno delle organizzazioni sia rimasto ferito.
«A parte soffocare attraversando le nuvole di polvere e detriti, noi della Lambda Legal Defense ce la siamo cavata bene e siamo andati a casa a piedi – ha detto l’avvocato Jennifer Middleton – Siamo nello stesso edificio dell’AmFAR, e anche se l’edificio non era in pericolo, tutti quelli che erano dentro sono usciti verso una incredibile quantità di detriti attraverso una folla di evacuati che cercavano di dirigersi verso nord».
Noi di Gay.it abbiamo contattato un nostro amico di New York, che ieri ci aveva avvisato di quello che stava accadendo ancora prima che la stampa lanciasse la notizia. Michael A., 31 anni, ha potuto vedere il disastro da casa sua, che non è lontana dalle Twin Towers.
Di cosa sei stato testimone in quei momenti?
Appena alzato un mio amico mi ha telefonato avvertendomi di cosa accadeva, ho accesso immediatamente la TV, quindi sono salito sul tetto del mio appartamento per vedere la prima torre incendiata. In quel momento non sapevo se era un incidente o un attacco. Era una bella giornata limpida, chi poteva non vedere le torri? Giusto il tempo di ritornare nel mio appartamento e la seconda torre è stata colpita. Sono tornato nuovamente sul tetto per vedere un panorama veramente strano – non c’era più il WTC (World Trade Center). Molte persone del mio palazzo provavano ad usare i cellulari, ma non funzionavano, piangevano e si guardavano tra loro. Ho capito che nessuno di noi sapeva cosa fare. Dovevamo scendere al piano terra? Eravamo intrappolati nella città, tutti i treni ed i bus erano fermi, i ponti ed i tunnel chiusi. A volte ti dimentichi di vivere su di un’isola.
Ci sono informazioni più precise oggi sull’entità del disastro?
Non sono stati rilasciati dati precisi su quanti morti ci potrebbero essere stati, stanno trovando sempre delle persone vive sotto le macerie. Ci sono degli edifici intorno che sono stati gravemente danneggiati, ma adesso tutti gli sforzi sono concentrati sulla ricerca delle persone e ripulire tutto dalle macerie.
Com’è trascorsa la notte a New York?
La notte è stata tranquilla. La polizia aveva bloccato alcune strade, alcuni palazzi avevano una maggiore sorveglianza, molti negozi e ristoranti sono stati chiusi, ma alcuni sono rimasti aperti. Le strade erano deserte, nessuna macchina e nessuna persona. Come ho già detto, è stata una notte tranquilla.
Quali sono i sentimenti diffusi nell’opinione pubblica americana? Che reazione ci si aspetta?
Beh… Io penso che, da parte mia e delle persone che conosco, i sentimenti di paura e timore che avevamo ieri si siano trasformati in rabbia verso chiunque abbia commesso questa strage. Noi americani non vogliamo una guerra. Vogliamo che sia fatto qualcosa velocemente e in maniera decisa. E’ difficile spiegare cosa vorremmo venga fatto; forse usare le forze militari, trovare i colpevoli… magari qualcuno dovrà morire. E’ una brutta cosa, lo so, qui la gente vuole un atto immediato. Io spero che non vi siano nuovi stragi, gli attentatori hanno fatto tutto ciò che avevano programmato di fare.
Oggi cosa farai?
Andrò in palestra, la vita torna alla normalità per ora.

Leggi   Cameriere pubblica il commento omofobo di un cliente, licenziato

di Christian Panicucci

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...