Si riapre il giallo della guardia svizzera

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Oggi a Roma la famiglia Tornay promette rivelazioni sulla tragedia di 4 anni fa in Vaticano: «La morte della guardia svizzera è stato un delitto, non un suicidio»

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CITTA´DEL VATICANO – Muguette Baudat, la madre del vicecaporale delle Guardie Svizzere Cedric Tornay, è arrivata a Roma per contestare la versione ufficiale e chiedere ai giudici vaticani di ricominciare a indagare sulla morte del figlio, trovato cadavere la sera del 4 maggio 1998 accanto ai corpi senza vita del comandante delle guardie svizzere Alois Estermann e la moglie.

A quattro anni dalla tragedia, dunque, si riapre il caso del sottufficiale accusato di aver ucciso i coniugi Estermann e la moglie, prima di spararsi. A chiedere la riapertura dell´inchiesta sono i principi del foro di Parigi, Jacques Verges e Luc Brossolet, ingaggiati dalla madre del presunto omicida-suicida. Sia il figlio sia i coniugi Estermann, a suo giudizio di Muguette Baudat, sono vittime di una «messa in scena orchestrata per eliminare il comandante e avere un assassino pazzo e morto». A mezzogiorno i legali renderanno nota la lettera ricevuta dalla Segreteria di Stato e i nuovi elementi acquisiti, compresi i risultati dell´autopsia compiuta in Svizzera sul corpo di Cedric Tornay.

Alla vigilia della conferenza stampa, la Segreteria di Stato ha inviato una comunicazione agli avvocati per informarli che del caso Tornay sono stati investiti gli «organi competenti in materia». Finora, comunque, per la magistratura d´Oltretevere non ci sono motivi per istruire un nuovo processo. E´ probabile, quindi, che Verges e Brossolet puntino su un´indagine in Svizzera per costringere i giudici vaticani a dare una risposta formale. Le voci vanno dall´intrigo di spie alla relazione omosessuale tra Tornay e il comandante Esterman.

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