Si spacciava per gay e rapinava le gioiellerie. Arrestato

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Entrava nelle gioiellerie fingendo di cercare un regalo per un fantomatico compagno, distraeva le commesse per impossessarsi di oggetti di valore. Aveva accumulato un tesoro di oltre 500.000...

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É finita ieri a Chieti l’avventura del falso stilista gay che rapinava gioiellerie. Il 40 enne di origine rom, pregiudicato, aveva escogitato un modo per entrare in confidenza con i dipendenti delle gioiellerie e derubarli: si fingeva omosessuale. Il ladro raccontava di essere un disegnatore di abiti alla ricerca di un regalo di valore per il compagno e per la madre. Così riusciva a distrarre i commessi e ad impossessarsi degli articoli che stava provando. Le indagini sono partite da Ancona, città in cui lo "stilista", a dicembre, aveva sottratto un anello solitario con brillante e un bracciale tennis in oro bianco del valore di 50 mila euro.

Nel corso delle indagini, grazie ai video della sorveglianza l’uomo è stato identificato e ricollegato a furti dello stesso tipo avvenuti in numerose città d’Italia: Grosseto, Chiavari, Campobasso, Trieste, Treviso, Foligno e Spoleto. Al momento dell’arresto, il ladro finto-gay si trovava in un noto ristorante nella provincia di Chieti in compagnia di altri 2 maliventi. Latitava dal 2008, anno in cui l’autorità giudiziaria di Roma aveva emesso un mandato di cattura per un furto avvenuto in una gioielleria della Capitale. In poco tempo L.E. era riuscito ad accumulare un tesoro del valore di 500.000 euro.

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