Siamo Donne…

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Festeggiamo la festa delle donne che piacciono ai gay. Tanto da averle elette a icone, sante, miti. Da Mina a Patty Pravo, da Bette Davis a Virginia Woolf,...

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Anche quest’anno è arrivata la festa della donna. Nata come tributo a delle povere operaie morte come topi nell’incendio della fabbrica dove lavoravano (ovviamente sfruttate e sottopagate), l’8 marzo si è tramutato nel migliore dei casi in una celebrazione vacua, tipo la festa del cane senza collare, del tossicodipendente frequentatore di stazioni o dell’automobilista col cappello. Nel peggiore dei casi in un assembramento di isteriche fornite di mimosa che ululano al pacco di uno spogliarellista belloccio.

Sia come sia, gay.it ha deciso di rendere omaggio ad una lista di donne, che il popolo gay ha eletto, per una ragione o per l’altra, a proprie icone. Venti divine amate in modo diverso, per motivi diversi e da gruppi diversi di fans. La divisione è stata fatta in base al tipo di amateur, ma ciò non toglie che il personaggio travalichi i confini dei propri canoni.

1- Nazional – popolare amateur:

Mina – Naturalmente. Eccentrica, euforica, abbondante di voce, di trucco e (prima) anche di panza. Tante le canzoni culto che sono entrate nel repertorio queer: da “Bugiardo e incosciente2 (scritta da Paolo Limiti, toh!) alla goliardica “ Ma chi è quello lì (con le cosce come due tinozze)?”

Raffaella Carrà – un biondo, un mito. Quanti si sono incantati su quella sfumatura di giallo paglierino! E quella canzoncina in cui lamentava di esser stata mollata dal fidanzato per un ragazzo? La mummificheranno nel vecchio Cassero.

Patty Pravo – nazional trasgressivo. Triangoli stupendi, sessualità incerta e pazze idee di far l’amore con lui…

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