SILVESTRI: UN GAY CON LA GENTE

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Intervista al candiato dei Verdi Giampaolo Silvestri, che punta su alleanze anche al di fuori del movimento.

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Giampaolo Silvestri è laureato in filosofia, specializzazione comunicazione di massa, attualmente responsabile dei diritti civili della federazione dei Verdi, consigliere per le questione del razzismo e dei diritti umani al Ministero per le politiche comunitarie, è tra i fondatori dei Verdi e dell’Arcigay. In queste elezioni è candidato nei collegi Lombardia 1 (Milano e provincia) e 2 (Bergamo, Brescia, Como, Varese, Sondrio e Lecco) per la quota proporzionale alla Camera.

Quali sono le priorità di un candidato del movimento gay? Quali cioè le azioni da intraprendere, nel caso di elezione?

La questione sarà differente a seconda di chi vince. Se vince, come mi auguro l’Ulivo, bisognerà richiamare con forza la sinistra e i partiti democratici alle tematiche dell’uguaglianza contro le discriminazioni e delle unioni civili. Cioè, bisognerà richiamarli al fatto che l’Europa ormai è su questa strada e che su questo bisogna sbloccare anche l’Italia. Con tutta una serie di altri correlati, che vanno ad esempio da una nuova legge sull’asilo politico che comprenda anche le discriminazioni per l’orientamento sessuale. Ovviamente se vince la destra, io credo che i termini legislativi siano un po’ chiusi; bisognerà rafforzare molto il movimento in sé, i luoghi di aggregazione, i locali, le saune, le riviste, e dare maggiore potenzialità alla "normalità", cioè al fatto che è un dato acquisito che ognuno è libero di vivere la propria sessualità. Ovviamente, anche se vince l’Ulivo, questi compiti valgono acnhe per l’Ulivo.

Quindi le proposte vengono principalmente dalla realtà sociale più che dai politici.

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