Sindaco rifiuta invito a nozze gay: “Non vado a Carnevale”

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Le associazioni invitano il sindaco di Viadana (MN) a una celebrazione simbolica di matrimoni gay davanti al simbolo della città ma lui rifiuta: "carnevalata che non giova a...

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Il SIndaco di Viadana

Il SIndaco di Viadana

Speravano che nella provincia ci fossero sindaci più friendly. Invece, le associazioni gay che hanno invitato i primi cittadini dell’hinterland di Mantova a partecipare a nozze gay simboliche di gruppo organizzate domenica prossima nella città lombarda si stanno scontrando con un muro di gomma che sta producendo una serie di rifiuti. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Giorgio Penazzi, sindaco di Viadana, meno di 2 mila abitanti, che ha definito l’iniziativa senza mezzi termini: “una carnevalata”. Ci sarà invece Dimitri Melli che già nel 2006 introdusse il registro delle unioni civili nella piccola Pegognaga, 7 mila abitanti.

«Ho declinato l’invito – ha detto Penazzi, area di centrosinistra – perché non apprezzo questo genere di iniziative – ha detto, le ritengo inopportune e poco utili alla comprensione reciproca. E alla richiesta di un ulteriore chiarimento, ho precisato che queste manifestazioni esteriori, piuttosto carnevalesche, non mi stanno bene. Insisto, non giovano nemmeno alla causa degli omosessuali». Questione di opportunità politica, quindi? Macchè, dice che quando si è trovato – per sbaglio – al Gay Pride di Berlino ha provato pena per le scene che ha visto.

Il Castello di San Giorgio

Il Castello di San Giorgio

Anche nella stessa Mantova la situazione non promette bene. Non ci sarà né il sindaco Nicola Sodano né l’assessore alle pari opportunità Roberto Irpo, che l’Arcigay avrebbe voluto come “officiante” del matrimonio civile. Insomma, chi ci sarà domenica davanti al Castello di San Giorgio, scenografia dei matrimoni quelli “veri”? Gli sposi di sicuro, promettono da Arcigay: gay, lesbiche, etero, anche già sposate. Sognando la Francia o il Regno Unito, intanto c’è Mantova.

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