Singapore: la censura colpisce gli eventi gay

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Impediti party e feste rivolti e organizzati dalla comunità gay. Gli organizzatori parlano di clima omofobico.

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SINGAPORE – Le autorità della città-stato asiatica hanno negato il permesso di realizzare Nation 0.5, un popolarissimo dance party gay lanciato nel 2001 e che aveva attratto lo scorso anno oltre 8.000 persone. Si tratta del terzo evento organizzato e rivolto alle comunità LGBT a cui viene negato il permesso in pochi mesi. Un portavoce della polizia ha dichiarato alla stampa che questo tipo di eventi, pubblicizzati come gay party, sarebbero contrari all’interesse pubblico. Stuart Koe, uno degli organizzatori, si è dichiarato preoccupato per questo deciso cambiamento da parte del governo nei confronti degli omosessuali: “Siamo molto delusi che il governo mandi un segnale molto forte che indica che un’importante minoranza della propria popolazione non è benvenuta. Il che è molto omofobico.”

Lo scorso dicembre era stata negata l’autorizzazione per una festa gay in occasione delle festività natalizie perché sarebbe andata “contro i valori morali di una larga maggioranza di singaporeani.” In marzo fu cassata l’idea di un concerto per raccogliere fondi per la lotta all’Aids. È molto probabile comunque che il party Nation 0.5 si terrà comunque, spostato nell’isola turistica di Phuket, in Thailandia.

Per la verità a Singapore pare tirare una certa aria censoria e moralizzatrice e a farne le spese non è solo ed esclusivamente la comunità gay e lesbica. L’autorità di controllo sui media MDA ha recentemente disposto che venissero ritirate tutte le copie di Colors, rivista edita dal gruppo Benetton, a causa dei contenuti esplicitamente sessuali. In precedenza erano stati messi fuorilegge la rivista Cosmopolitan e la serie televisiva “Sex and the city”.

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