SIT-IN GAY CONTRO IL GOVERNO

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Il mondo gay si mobilita contro il decreto attuativo della Direttiva Europea sula discriminazione sul lavoro, giudicato all'unanimità inaccettabile da tutte le associazioni.

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ROMA – Il mondo gay si mobilita contro il decreto attuativo della Direttiva Europea sula discriminazione sul lavoro, giudicato all’unanimità inaccettabile da tutte le associazioni. In occasione del Roma Pride, che prevede la parata finale per domani, sabato 5 luglio, Arcigay ha indetto un sit-in da tenersi in mattinata davanti a Palazzo Chigi, al quale hanno aderito numerose realtà, dalla CGIL Nuovi Diritti, al PDCI, che parla a questo proposito di “oscurantismo medioevale” dell’esecutivo. “Noi Comunisti italiani siamo convinti che la diversita’ sia una ricchezza e non un motivo di vergogna e continueremo la nostra battaglia in difesa dei diritti di tutti” ha detto il senatore Gianfranco Pagliarulo.
Maria Gigliola Toniollo della CGIL, dal canto suo, definisce il decreto «mediocre e sconfortante». Secondo la responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti «risulta assolutamente evidente l’opposizione del Governo all’introduzione di norme contro la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’intenzione di frapporre ostacoli e distinguo, sino a giungere ad un pericoloso, improprio e incivile accostamento alla pedofilia». La Toniollo manifesta addirittura la «sensazione che si tratti del peggiore provvedimento nazionale di attuazione sino a ora approvato in ambito europeo».
Anche il deputato DS Franco Grillini si unisce al coro delle critiche, definendo il provvedimento «l’ennesimo mostro giuridico di questa maggioranza». «Il provvedimento – dice ancora Grillini – fortemente voluto dal ministro Maroni e dalla Lega, viola la direttiva europea contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro che vieta esplicitamente l’utilizzo della direttiva stessa per scrivere una legge che dice il contrario di ciò che è affermato nel documento europeo».

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