Slitta il voto sulla legge contro l’omofobia

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L'aula ha parlato di rifiuti e commemorato un collega. Concia si alza e informa i colleghi che in piazza c'è un sit in delle associazioni: "Là fuori c'è...

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Il sit in – Mentre in piazza Montecitorio andava in scena la maratona

oratoria organizzata dalle associazioni lgbt, nell’aula della Camera si è parlato di diversi argomenti ma non di omofobia. A parte un piccolo intervento concesso dal presidente Gianfranco Fini alla deputata Paola Concia, per il resto i deputati hanno discusso del decreto sui rifiuti in Campania e hanno commemorato un collega scomparso questa mattina.

L’intervento della Concia – «Voglio informare i colleghi – ha detto in

aula Paola Concia nel suo breve intervento – che dalle 15 di questo pomeriggio si sta tenendo una manifestazione fuori da Montecitorio per sostenere la legge contro l’omofobia. È l’Italia migliore. Ci ho provato in tutti i modi, ma forse non sono riuscita a spiegarvi che cos’è la violenza omofobica e transfobica. Uscite e loro ve lo spiegheranno». Il dibattito sul decreto rifiuti è poi proseguito.

"Deputati genuflessi" – Nel corso del pomeriggio la stessa Concia era scesa in piazza per aprire la maratona. Al suo intervento era seguito quello del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè e di altri esponenti del mondo lgbt. La discussione della legge e delle pregiudiziali di costituzionalità presentate da PDL, Lega e UDC – deputati definiti "genuflessi alla casta vaticana" dai Radicali –  sono dunque slittate.

Il commissario per i diritti umani sprona il parlamento – Il

commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, auspica che il dibattito porti al riconoscimento, per i crimini motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima, dell’aggravante dell’odio omofobico. «In Italia, come in molti altri Paesi europei, negli ultimi anni sembra essere aumentato l’odio verso le persone lgbt» sottolinea il commissario.

Metà dei gay milanesi hanno subito violenza – Da uno studio condotto dall’Agenzia per i Diritti Fondamentali dell’Unione Europea emerge che quasi la metà delle persone lgbt a Milano ha subito violenza a causa del proprio orientamento sessuale e dal progetto di monitoraggio sugli omicidi di persone transgender risulta che tra il 2008 e il 2010 sono stati uccisi in Italia 13 persone, un terzo del totale registrato in Europa. «Sono al corrente che il Parlamento italiano ha rigettato per ben due volte – nel mese di ottobre 2009 e maggio 2011 – la proposta di legge che inquadrava l’odio omofobico e transfobico come possibile elemento aggravante nella normativa nazionale riguardo i crimini d’odio» ha sottolineato il commissario. Secondo il quale gli argomenti utilizzati per respingere la normativa «sono chiaramente non in linea con gli standard internazionali sui diritti umani».

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