Social Network: il ‘gayradar’ diventa virtuale

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Due ex studenti del MIT di Boston hanno sviluppato un software che permette di risalire all'orientamento sessuale di una persona in base agli amici che aderiscono al suo...

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La notizia sta facendo velocemente il giro del web e c’è anche chi parla di probabile omofobia. Ma non è questo il punto, per una volta. Due ex studenti del Massachussets Institute of Technolgy, il prestigioso istituto sforna-geni di Boston, hanno messo a punto un software, che in molti hanno già ribattezzato il "gayradar virtuale" che delinea intere reti sociali analizzando i profili degli utenti dei social network tipo Facebook. Il principio è semplice e si basa sulla tipologia di persone a cui appartengono la maggiorparte degli "amici" di un determinato profilo. Così, se il vostro profilo ha un certo numero di amici dichiaratamente gay, questo sarà indice del fatto che molto probabilmente anche voi lo siete, a prescindere dal fatto che lo abbiate dichiarato o meno. Il concetto, naturalmente, si applica non solo agli omosessuali, ma anche agli appartenenti a una determinata etnia, piuttosto che ai fedeli di una certa religione, o ai militanti di una determinata forza politica. Alla base dello studio c’è la considerazione secondo la quale le persone tendono a fare rete con altri individui simili a loro. E’ più facile, ad esempio, che una persona di etnia afroamericana scelga un coniuge, un confidente e amici afroamericani.

I due inventori del software, Carter Jernigan e Behram Mistree, hanno scelto di fare i loro studi sui profili delle persone omosessuali. "Anche se non riveli direttamente le informazioni – spiega Kevin Bankston, della EFF-, la semplice pubblicazione di una lista di amici può rivelare informazioni personali su di te, o guidare le persone verso conclusioni errate. Se la maggior parte dei tuoi amici, o molti di loro, appartengono a una particolare categoria sessuale o religiosa, gli altri concluderanno che vi appartieni anche tu, anche se non l’hai mai detto". I due laureati al MIT, per verificare la loro teoria e collaudare il programma, hanno preso in considerazione 2.000 profili di utenti che hanno dichiarato il loro orientamento sessuale ed hanno analizzato gli elenchi di contatti scoprendo così che le persone omosessuali hanno una percentuale di amici gay superiore agli eterosessuali. Partendo da questo dato di fatto, hanno effettuato un test su 1.000 profili nei quali non era esplicitato l’orientamento sessuale. Certo non hanno potuto avere un riscontro scientifico con tutti i sacri crismi, ma in 10 casi di persone sicuramente gay (ovvero che i due conoscenvano personalmente e del cui orientamento sessuale erano a conoscenza a prescindere dal fatto che non lo avessero dichiarato sul profilo) il test ha dato il risultato sperato.

Studi sociologico-scientifici, mero diletto di due esperti di informatica o pericolose violazioni della privacy? Naturalmente la risposta non è facile né immediata. Quello che a molti sembra certo è che un software di questo genere è una sorta di albero della cuccagna per le aziende che si occupano di marketing che non vedono l’ora che qualcuno semplifichi loro l’individuazione di target più precisi da bombardare con i loro messaggi pubblicitari. Per non parlare di quali tracciamenti possono essere realizzati per schedare gli appartenenti a questo o quel gruppo di persone.

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