Solo in 2000 a Verona per il Pride

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Bassa la partecipazione alla manifestazione organizzata a Verona contro la decisione del 1995 della Giunta Comunale scaligera

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2.000 o 3.000: non di più. Molti meno dei 10.000 annunciati. Così quasi tutti i giornali, e i dati sono peraltro confermati da alcuni partecipanti alla manfestazione gay e lesbica che ieri ha "invaso" la città scaligera. Un pride molto politico e poco colorato, quello di ieri a Verona, dove sono sfilati gay e lesbiche in una città vigilata da plotoni di celerini allertati per evitare contatti tra i manifestanti e i naziskin di Forza Nuova, che avevano indetto un presidio con parole d’ordine inquietanti (a cui peraltro hanno aderito solo alcune decine di persone). Tutto è filato liscio e l’atmosfera un pò contratta si è man mano sciolta, con veronesi e turisti a far ala ai manifestanti, che scandivano «Romeo, Romeo, viene pure tu in corteo». In serata, la messa «riparatrice» al Castel San Pietro dei cattolici tradizionalisti, celebrata in latino per domandare a Dio perdono dell’oltraggio sacrilego dei «peccatori».

Forse qualcuno sarà stato intimorito dall’ambigua concessione di un contro-corteo agli estremisti di destra di Forza Nuova e ha deciso di stare a casa; ma in realtà la manifestazione organizzata dal Circolo Pink in collaborazione con Arcigay e Arcilesbica Verona non ha avuto il successo che molti speravano.

C’era tutto l’arcobaleno gay alla manifestazione, con molti transessuali insolitamente pudichi, a parte la colombiana Giselle dalle forme generose imprigionate da un rosso tanga. Al loro fianco i partiti politici della sinistra, con i neodeputati dei Ds, Franco Grillini, e di Rifondazione Comunista, Titti De Simone, i sindacati e i centri sociali. «Dopo il world pride di Roma, sono cambiate molte cose – spiega Grillini – La gente ha capito che le lotte nostre sono per la libertà di tutti, in un contesto europeo dove l’Italia non può restare indietro». Come si comporterà il governo Berlusconi con i gay? Titti De Simone non vede spiragli, mentre Grillini è più possibilista: «Berlusconi non potrà far finta che non esistono gli omosessuali». Pessimista la leader transessuale Marcella Di Folco: «Diranno che la nostra è una questione privata e taglieranno le nostre conquiste».

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