Spagna, dacci asilo!

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Le associazioni glbt lombarde lo chiedono con un presidio davanti alla sede del consolato iberico. Scarsa però la partecipazione. Avrà pesato la polemica su Arcigay per i 20.000...

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Milano – Appuntamento ieri, ore 19, in piazza Cavour, nei pressi della sede milanese del Consolato di Spagna. Sotto le bandiere di Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Certi Diritti, si sono ritrovate le principali associazioni glbt della Lombardia per chiedere asilo politico alla patria di Zapatero: “non desideriamo fuggire da una nazione che sentiamo pienamente nostra – si legge nella nota – ma rompere quel muro di silenzio e di colpevole omertà con cui la classe politica ha risposto in questi anni alle nostre molteplici sollecitazioni. Di fronte al crescente clima di omofobia che si respira nel nostro paese chiediamo alla Spagna, che ha saputo riconoscere piena cittadinanza alle persone e alle coppie lesbiche, gay e transgender, di darci asilo politico per un giorno e di portare la nostra voce in Europa affinché punti riflettori sul’Italia dove da anni combattiamo per una società aperta, per la cultura delle differenze, per la promozione delle diversità e per l’inclusione sociale di ogni minoranza. Rifiutiamo un concetto di sicurezza costruito esclusivamente su di un’eccessiva volontà di controllo  popolato di inutili ronde, logica della paura e migliaia di telecamere, mentre gli omofobi continuano a pontificare indisturbati. La tutela della nostra integrità fisica, la dignità dei nostri amori e la realtà delle nostre famiglie – conclude la nota – necessitano di risposte legislative concrete, in grado di collocare l`Italia fra le nazioni che già hanno raggiunto quel livello di civiltà e diritto capace di sconfiggere definitivamente il pregiudizio omofobico”.

 

L’iniziativa, originale quanto provocatoria, era aperta a tutte le persone che avessero voluto unirsi al gesto di protesta. Ottima la visibilità della manifestazione, svoltasi in un ora in cui la zona è molto trafficata. Però, nonostante la buona eco riscossa dalla notizia via mezzi stampa nei giorni della vigilia, esclusi gli attivisti delle associazioni, la partecipazione dei gay, lesbiche e trans milanesi è stata assolutamente scarsa.  Forse ha giocato a sfavore di Arcigay la polemica intorno alla partecipazione al Borgo di Paris Hilton quale testimonial contro l’omofobia, con un compenso di ventimila euro. Al presidio erano presenti soltanto un centinaio di persone che hanno potuto così firmare la petizione al tavolo appositamente allestito.

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