SPAGNA: I GAY IN LUTTO

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"In quanto persone glbt, conosciamo il significato della violenza". Le organizzazioni omosessuali spagnole si uniscono alla protesta che in tutto il Paese condanna gli attacchi.

MADRID – I gruppi gay e lesbici di tutta la Spagna marceranno in memoria delle vittime degli attacchi terroristici di ieri. Quasi 200 persone sono state uccise ieri mattina negli attacchi, che hanno visto esplodere una serie di bombe sugli affollati treni per pendolari. Oltre 1400 i feriti.
Atnaldo Gancedo, presidente dei Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali di Madrid (COGAM) ha detto a Gay.com UK che il gruppo ha sospeso tutte le attività per i prossimi tre giorni, unendosi così al lutto nazionale proclamato in tutto il Paese. Ha anche aggiunto che alcuni membri del COGAM prenderanno parte alle proteste di massa che si svolgeranno stasera a Madrid, in seguito all’invito fatto dal governo alla gente di tutto il paese di venir fuori contro il terrorismo. Sono attese marce di milioni di persone nelle strade della Spagna.
Altri gruppi LGB hanno espresso il loro sconcerto riguardo agli attacchi. COGALE, l’organizzazione che rappresenta le persone GLBT della regione di Leon, ha emanato un comunicato ieri condannando le atrocità. «Come lesbiche, gay e bisessuali, conosciamo il significato della violenza» si afferma nel comunicato, che prosegue dicendo che le persone GLBT, come tutti gli spagnoli, non posso restare “passivi” davanti al terrore e incita le persone a scendere in strada in segno di protesta.
Leon è la regione che si trova intonro all’area di Madrid.
Anche se coloro che stanno dietro questi attacchi non si sono ancora fatti avanti, molti hanno immediatamente pensato a un’azione del movimento indipendentista basco dell’ETA. Ieri sera, tuttavia, Al Qaida, attraverso le Brigate Abu Hafs al Masri, li ha rivendicati con una lettera a un quotidiano arabo.
«Nessuna linea investigativa verrà esclusa» sulla responsabilità degli attacchi, ha detto il premier spagnolo Josè Maria Aznar, che ha ribadito «l’impegno alla trasparenza» del suo governo e ha difeso l’operato del ministero degli Interni, che per primo ieri aveva puntato l’indice contro i terroristi baschi. Se lo ha fatto, ha detto il primo ministro, è perchè «molti indizi» hanno fatto pensare all’Eta.
Riferendosi poi alle dichiarazioni di Arnaldo Otegi, portavoce di Batasuna, che ieri aveva escluso la responsabilità dell’Eta, accusando la «resistenza araba», Aznar ha affermato che «il governo non concede alcun credito a leader di organizzazioni illegali» e ha ribadito che «nessuna società democratica può ammettere che ci sia il terrorismo di diversi tipi».

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