Spagna: il parlamento discute le nozze gay

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Alcune proposte di riforma del Codice Civile per allargare alle coppie omosessuali le norme relative al matrimonio tradizionale vengono discusse oggi, per la prima volta, dai parlamentari spagnoli.

Il parlamento spagnolo sarà oggi impegnato in un dibattito sugli articoli 44, 66 e 67 del Codice Civile, nei quali sono contenute le norme relative al diritto matrimoniale tra "marito e moglie". Cinque gruppi parlamentari hanno proposto di modificare gli articoli in questione sostituendo alle parole "el hombre y la mujer" (marito e moglie, appunto) le espressioni "toda persona" e "cónyuges", in modo da includere nei soggetti regolati da queste norme anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che sarebbe così perfettamente equiparato al matrimonio eterosessuale.

Izquierda Unida è stato il primo gruppo a sostenere il progetto, il 20 aprile scorso. In seguito si sono uniti il PSOE, il Bloque Nacionalista Gallego, Iniciativa per Catalunya-Els Verds e, infine la Chunta Aragonesista. Anche se non in maniera esplicita, i cinque schieramenti riconoscono alle coppie gay tutti i diritti e i doveri tipici delle coppie sposate: eredità, prestazione assistenziale e perfino adozione, argomento sul quale si è scatenata la polemica.

«La realtà sociale attuale dimostra l’esistenza di modelli familiari diversi – scrive Izquierda Unida in un comunicato – Tra i modelli (…) esistono, e hanno riconoscimento e accettazione sociale, le coppie dello stesso sesso».

Anche se alcuni riconoscimenti alle coppie gay sono giunti in alcune amministrazioni locali (legge delle coppie di fatto catalana, dell’Aragona, Navarra e Valencia) a livello nazionale la situazione presenta ancora delle discriminazioni: «Le coppie omosessuali continuano ad essere discriminate rispetto a quelle eterosessuali, dal momento che si vedono ancora negato il legittimo diritto a contrarre matrimonio» dichiara IU.

Tuttavia, il Partido Popular, unica formazione che può rendere possibile questa riforma detenendo la maggioranza assoluta, si è già dichiarato contrario. Ieri, il gruppo popolare ha annunciato che voterà contro le proposte, pur senza motivare questa decisione.

«Il PP è condizionato dalla chiesa cattolica, che considera il fine ultimo del matrimonio la procreazione» ha dichiarato la deputata dell’IU Marisa Castro, mentre Leire Pajìn del PSOE ha garantito che «il PSOE è a favore di tutti i diritti, e quando dico tutti, intendo tutti».

«Domani è un giorno importante – ha detto ieri Pedro Zerolo, presidente della Federazione di Gay e Lesbiche – E’ la prima volta che la nostra richiesta di piena equiparazione arriva fino al Congresso. Inoltre, abbiamo già il sostegno della maggioranza della società, secondo i sondaggi, e delle 200.000 persone che hanno manifestato a luglio, nella più grande protesta contro la politica sociale del PP».

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