Spagna: il prete gay leader del movimento

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José Mantero, sospeso a divinis dopo aver ammesso la sua omosessualità, si dichiara disposto a guidare un movimento gay interno alla Chiesa.

MADRID – Josè Mantero, il sacerdote del paese andaluso di Valverde del Camino sospeso a divinis dopo aver dichiarato pubblicamente che è omosessuale e che non pratica la castità, si è detto oggi disposto a diventare il leader di un movimento gay all’interno della Chiesa cattolica.

Mantero si è presentato oggi alla stampa in una conferenza stampa a Madrid, dopo aver sollevato scandalo la settimana scorsa con un’intervista alla rivista gay Zero, nella quale rivelava che era omosessuale e che non praticava la castità da qualche anno, perchè aveva "scoperto l’amore".

Essere omosessuale, ha detto "non è essere malati, o invertiti, o vittime di un disturbo morale, è un fatto del tutto naturale" e "dal punto di vista cristiano non solo non è un peccato, bensì piuttosto un dono di Dio, come essere lesbica o eterosessuale: Dio non vuole che l’omosessuale si penta di esserlo".

Mantero ha aggiunto che vuole rimanere nella Chiesa cattolica, perchè considera "perfettamente compatibile il fatto di essere sacerdote con il fatto di avere una vita sessuale attiva, non selvaggia ma normale".

Il polemico sacerdote ha smentito che sulla sua pagina web ci siano contenuti pornografici, come aveva riferito il quotidiano Abc, e ha precisato che sebbene dopo la sua rivelazione-shock si sia allontanato dal paese dove si trova la sua parrochia, in ogni momento è rimasto rintracciabile.

Quest’ultima affermazione era una risposta al vescovo di Huelva, monsignor Ignacio Noguer, che all’anunciare la sospensione a divinis di Mantero aveva detto che non era riuscito a mettersi in contatto con lui.

Mantero ha anche detto che, contrariamente a quanto affermato da monsignor Noguer – secondo il quale la sospensione è del tutto normale per qualsiasi sacerdote che non rispetti il celibato, al di là del suo orientamento sessuale – è stato il fatto di essere gay che ha causato la sanzione, ben più che il fatto di aver rotto il suo voto di castità.

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