Spagna, la Regina Sofia: “Quello tra gay non è matrimonio”

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Scandalo e stupore ha in tutta la Spagna per l'uscita della biografia della Sovrana: contro l'aborto, l'eutanasia e la definizione 'nozze' delle unioni gay. La Casa Reale prova...

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"Posso capire, accettare e rispettare che ci siano persone con un´altra tendenza sessuale. Ma che si sentano orgogliosi di essere gay? Se tutti noi che non siamo omosessuali dovessimo scendere in piazza, manderemmo il traffico in tilt". Lo avrebbe detto niente meno che la Regina Sofia di Spagna in persona nella sua ultima biografia scritta dalla giornalista Pilar Urbano. Proprio lei, la rgina più silenziosa al mondo, quella che mai ha fatto parlare di sé e che in molti definiscono addirittura timida. Ma evidentemente decenni di silenzio devono pesare alla sovrana che si è spinta ben oltre dichiarando, a proposito del matrimonio tra gay: "Se quelle persone vogliono vivere insieme e sposarsi, può essere un loro diritto, o no, secondo le leggi del loro paese: ma che non lo chiamino matrimonio, perché non lo è". Stupore e meraviglia.

E poi si esprime anche riguardo all’aborto, rispetto al quale è decisamente contraria, come riguardo all’eutanasia.

Infine, come se tutto ciò non fosse già abbastanza per far parlare l’intero paese (e non solo), Sofia si esprime in maniera decisamente curiosa anche sull’insegnamento della religione nelle scuole: i bambini hanno bisogno di una spiegazione dell´origine del mondo e della vita".

"Per fortuna, nello Stato spagnolo, il re regna ma non governa. E neppure la regina governa" ha commentato il portavoce di Izquierda Unida alle Cortes, Gaspar Llamazares. E non è certo il solo ad essere indignato e stupito. Tutto il Paese non parla praticamente d’altro, soprattutto dopo avere saputo che la Casa Reale ha letto e riletto e, infine, dato il beneplacito alla pubblicazione del libro.

Tanto è stato lo scalpore suscitato da queste esternazioni che un comunicato della Casa Reale, diffuso per cercare di porre rimedio al danno, parla di "inesattezza delle parole che vengono attribuite" alla sovrana e di "supposte affermazioni fatte in ambito privato".

In particolare, riguardo alle parole usate nei confronti delle persone lgbt il comunicato precisa che quanto detto "non riflette il profondo rispetto che la Regina prova verso tutte le persone, la sua vicinanza a coloro che soffrono perché sono perdeguitati e discriminati. Sua Maestà la Regina, è profondamente dispiaciuta del fatto che le parole che le sono state attribuite abbiano causato malessere o disgusto in persone o istituzioni verso le quali lei stessa prova ed ha sempre provato profondo rispetto".

Troppo tardi, viene da dire, soprattutto considerato il fatto che Pilar Urbano ha commentato il comunicato dichiarando ancora: "La Casa Reale ha letto tutto il libro e alla fine mi ha dato il via libera".

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