Spagna: risarcimenti per i gay perseguitati dal franchismo

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Il governo Zapatero sta considerando forme di risarcimento per i gay spagnoli perseguitati durante gli anni della dittatura militare del generale Franco.

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MADRID – Il Governo spagnolo sta considerando la possibilità di una forma di risarcimento per coloro che furono vittime di persecuzione durante gli anni della dittatura del “generalissimo” Francisco Franco a causa del loro orientamento sessuale. Secondo quanto emerso finora si dovrebbe trattare di un risarcimento unico di circa 12.000 Euro più del diritto a una pensione di circa 800 Euro mensili. Durante gli anni del franchismo (1939-1975) l’omosessualità era perseguita penalmente pertanto moltissimi gay non poterono trovare un’occupazione lavorativa fissa per il fatto che, oltre ad essere socialmente emarginati, avevano anche la fedina penale sporca. Questo ha impedito loro anche di accumulare gli anni di contributi necessari per vedersi riconosciuto il diritto alla pensione.
Secondo l’Associazione degli ex detenuti sociali varie migliaia di persone furono vittime di questo trattamento, solo un centinaio circa dei quali ancora in vita. Antoni Ruiz, oggi presidente di tale associazione, fu egli stesso incarcerato e torturato. Intervistato dal quotidiano The Independent ha detto che «Questo non riguarda solo un risarcimento economico, ma un modo per ricordare quegli omosessuali che soffrirono per via di leggi dittatoriali e ingiuste.» Pedro Zerolo, della federazione spagnola gay-lesbica, ha commentato: «Quello che vogliamo è una dichiarazione che sia una riabilitazione morale per quelle persone che hanno avuto parte della loro vita portata via dallo stato.»
Francisco Franco era un devoto cattolico e i decenni della dittatura militare franchista furono contrassegnati dal sostegno della gerarchia ecclesiastica, in cambio della quale alla Chiesa fu assegnato il controllo nel campo dell’educazione. Franco stesso amava fregiarsi del titolo di leader “per grazia di Dio”. Durante quegli anni l’emarginazione e la stigmatizzazione contro gli omosessuali fu vigorosa e diventò aperta persecuzione. La riforma di legge del 1954 dichiarava l’omosessualità fuorilegge e parlava delle misure d’incarcerazione come “misure di prevenzione” atte a proteggere la collettività, con “l’aspirazione di correggere quei soggetti caduti ai più bassi modelli di moralità.” L’intento dichiarato era quello di “correggere e riformare” tali “soggetti” rinchiudendoli in speciali prigioni “per invertiti” denominate ”galerías de invertidos”. La legge è stata abrogata alla fine degli anni ’70, dopo la fine della dittatura franchista. (Roberto Taddeucci)

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