SPEZZATINO ALLA ROMANA

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Le varie anime del movimento gay di Roma si sono riunite per prepararsi all'incontro col sindaco Veltroni. Tra rispetto delle autonomie ed esigenze di unità. Ecco la cronaca.

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ROMA – Si è tenuto lo scorso venerdì 11 ottobre il pre-tavolo di Coordinamento Permanente sull’Identità di Genere e l’Orientamento Sessuale. In vista dell’incontro ufficiale con il sindaco Veltroni, previsto per lunedì 14 Ottobre, tutte le realtà del Movimento gay romano, pochi gli assenti, si sono sedute per la prima volta intorno ad un tavolo per superare i limiti della precedente esperienza, e per capire cosa aspettarsi dall’incontro con Veltroni, un incontro che non consente passi falsi.

C’erano quasi tutti, il Gruppo di Lavoro Gayroma.it, il DiGayProject, l’Arcitrans, l’Arcilesbica, l’Arcigay, il Mario Mieli, Massimo Consoli Rome GayNews, l’Ufficio Nuovi Diritti CGIL e i Gay Credenti di Nuova Proposta.

L’apertura dei lavori è spettata a Mauro Cioffari del Gruppo di Lavoro Gayroma.it, che ha rivendicato l’iniziativa dell’incontro con il sindaco ricordando le due lettere spedite nel mese di luglio prima a Storace e poi al sindaco stesso, ma ha anche chiarito che non ha alcuna volontà di proporsi come coordinatore o portavoce del movimento romano. Non ci saranno intermediari dunque, ma le diverse realtà del movimento gay romano da un lato, e il Sindaco Veltroni con gli assessori dall’altro, mentre ognuno darà il suo apporto e presenterà le proprie istanze nel rispetto delle differenze. L’effetto sorpresa non è tuttavia mancato, quando nella lista dei convocati dal sindaco è saltato fuori anche il nome di Vanni Piccolo. Per molti dei presenti quel nome è legato ad una esperienza difficile e fallimentare, pur sospendendo il giudizio sulla persona. Ma erano i tempi di Rutelli, e oggi l’amministrazione Veltroni ha deciso di inserire quel nome sulla lista, all’insaputa di tutti, solo "per la sua storia personale". Sospetto, incredulità, e l’amarezza di Massimo Consoli, che quell’esperienza fallimentare l’ha vissuta direttamente: "Vanni Piccolo era diventato col tempo il rappresentante del sindaco verso la Comunità gay e non il contrario, ha difeso Rutelli mentendo a tutti e smentendo se stesso", ha detto.

L’intervento di Cioffari si conclude non senza imbarazzi quando in riferimento alla presunta frammentazione del Movimento ammette la presenza di due forti tendenze in atto: "La prima è quella che vede concorde anche il mio Gruppo di Lavoro, radicalmente antagonista ai modelli culturali dominanti, la seconda è quella che altrettanto legittimamente all’interno di una società neocapitalistica organizza e propone altro". Due tendenze distinte ed opposte che però dovranno imparare a creare dei percorsi comuni, continua Cioffari, per poi ridividersi e rincontrarsi ancora. Ma il direttivo dei DGP non ci sta. Prende la parola Paola Concia che d’accordo con Morelli (DGP) non vuole una piattaforma che riporti ad una forma di unità che di fatto non c’è e che appiattirebbe la ricchezza del tavolo stesso. E non è d’accordo neanche quando Cioffari afferma che le tendenze del movimento siano solo due; sono molte di più, afferma la Concia, e di certo il DGP non si riconosce in quella seconda tendenza in cui ci si organizza all’interno di una società neocapitalistica: "Se il riferimento era rivolto al Gay Village è del tutto errato e fuori luogo". Non è d’accordo il Direttivo del DGP neanche su questi incontri pre-tavolo: "C’è una sede pubblica per incontrarsi e per confrontarsi con l’Amministrazione, che sia l’assessore o il sindaco".

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La parola spetta al Mario Mieli. Rossana Praitano, che invece concorda con l’idea di riunirsi e di arrivare al tavolo compatti, sottolinea che l’idea di partenza deve essere quella di confrontarsi con le istituzioni e non davanti alle istituzioni, e passa a proposte pratiche: "Potremmo chiedere al sindaco un contributo finanziario di cui non benefici nessuna associazione in particolare ma tutte insieme, e sto pensando ad esempio alla comunicazione: una campagna pubblicitaria sulla rete filotranviaria del comune di Roma, poco dispendiosa, perché dobbiamo anche stare attenti a non farci dire di no solo per mancanza di fondi. Una sorta di Pubblicità Progresso con una scritta che valorizzi la qualità della diversità". Concordano tutti.

Rilancia l’Arcilesbica proponendo anche l’istituzione di un numero verde. Ma Paola Concia (DGP) pur concordando pienamente su questa forma di cooperazione fa notare che non si può chiedere tutto all’amministrazione, alcune cose andranno chieste in Parlamento, altre rivendicate al Governo, e aggiunge che bisogna alzare il tiro del referente, instaurare un dialogo con il Parlamento per poter lanciare iniziative di spessore e ambito nazionali e fa riferimento alle Unioni civili e al PACS. Paola Concia chiarisce subito che intorno al Tavolo ci sono anche modi diametralmente opposti di guardare a questa amministrazione: "Per me – dichiara – è una amministrazione assolutamente amica". Qualcuno storce il naso.

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