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Ecco a voi Vorspiel, la più grande organizzazione sportiva gay d'Europa. Tutte le discipline sportive, le gare, le feste.

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BERLINO. "Mens sana in corpore sano" dicevano i Romani. Si potrebbe discutere se la mente e il corpo stiano reciprocamente come l’acqua in un bicchiere, certo è che i gay al corpo ci tengono. L’atmosfera del tipico salone di body building però è triste: come in "Tempi moderni" l’uomo si misura con le macchine, paga per manovrare quegli aggeggi e sembrare più bello. Ma il partner a cui sono abbracciati, avvinghiati, incatenati, è in genere di ferro, freddo e molto pesante.

A fare le cose da soli alla fine ci si annoia. Questo è il corollario filosofico dell’associazione sportiva gay più grande d’Europa, che è a Berlino e si chiama Vorspiel: sport come rito comune, come gioco collettivo e in questo caso come espressionie della gay community berlinese. Vorspiel: il nome è divertente, si potrebbe tradurlo con "preludio" salvando così l’aspetto erotico, sportivo e giocoso della parola tedesca, oppure con "esibizione".

La lesbica o il gay berlinese quando torna a casa dopo una giornata di lavoro non ha che l’imbarazzo della scelta: per ogni giorno della settimana ci sono appuntamenti fissi nei punti più diversi della città per giocare a calcio, a pallacanestro, a pallavolo, a squash, a tennis, a badminton, a scacchi, fare atletica, nuoto (anche sincronizzato), ginnastica, aerobica, pattinaggio, ciclismo, m-biking, vela, windsurf, t’ai chi, perfino un corso di danza orientale. Per ogni specialità ci sono allenatori a volte assai qualificati e un team organizzativo molto attivo. Vorspiel è un’associazione registrata: dato che svolge ufficialmente un’attività di interesse pubblico a cui dovrebbe pensare lo stato ha diritto ad avere agevolazioni per l’utilizzo delle strutture sportive. L’allenamento supera raramente le due ore e dopo la doccia si va a bere qualcosa insieme. I vari gruppi organizzano feste e colazioni, ma soprattutto gare nazionali e internazionali.

L’ultimo avvenimento è stata la competizione internazionale gay di nuoto nella piscina appena costruita per i tanto ambiti giochi olimpici: un grande spettacolo di pubblico, suoni, musica, colori. Tanti i paesi stranieri: la componente più fortemente rappresentata era quella francese e quella scandinava (la Danimarca aveva delle nuotatrici eccellenti). Peccato che l’unico italiano in gara facesse parte dell’associazione sportiva londinese. In genere viene offerta ospitalità gratuita, questa volta era inclusa anche una visita alla torre della televisione con vista panoramica della città.

Naturalmente non si può pretendere che tutti gli sportivi siano degli atleti olimpionici: c’è una grande varietà per quanto riguarda l’età e la forma fisica; l’equilibrio fra prestazione e socializzazione è ottimo perché solo un piccolo gruppo è a livelli internazionali con tempi record, l’importante è in realtà partecipare. Un gruppo dei più nutriti come quello di nuoto offre anche corsi per principianti.

Così l’antico valore sociale dello sport diventa veicolo ideale per l’identità e la visibilità gay.

di Emanuele Sgherri – da Berlino

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