Sposi gay: "Siamo rientrati nel medioevo"

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Antonio Garullo e Mario Ottocento - gli omosessuali andati in Olanda per sposarsi e poi chiedere il riconoscimento in Italia - sono tornati in nottata nella loro casa...

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LATINA – "Sono bastate due ore di volo per riportarci nel medioevo". Antonio Garullo e Mario Ottocento – gli omosessuali andati in Olanda per sposarsi e poi chiedere il riconoscimento in Italia – sono tornati in nottata nella loro casa di Latina. Sapevano già delle pesanti dichiarazioni del capo della Procura, Antonio Gagliardi, secondo il quale "l’unione non potrà trovare qui alcun accoglimento, tanto meno a Latina. L’ufficiale di stato civile non potrà annotare alcun provvedimento del genere nei registri, tanto per evitare nell’opinione pubblica possibile confusione su iniziative da considerarsi solamente folcloristiche". Dichiarazioni che non intaccano l’umore raggiante dei novelli sposi, reduci da tre giorni di festeggiamenti tra L’Aja e le zone turisticamente più interessanti dell’Olanda. "Sulle dichiarazioni del procuratore e del presidente della Regione – spiegano Mario e Antonio – non vogliamo esprimerci, prima magari sentiremo i nostri avvocati. Di certo possiamo dire che fino a ieri ci trovavamo al centro di una grande civiltà, oggi, qui in Italia, ci ritroviamo in pieno feudalesimo, altro che repubblica". Quanto alla battaglia per il riconoscimento, i due ragazzi (entrambi lavorano in uno studio d’arte tra ceramiche, quadri e sculture) non hanno intenzione di mollare. "Abbiamo molti amici che ci aiuteranno, anche in Parlamento. Ma soprattutto validi avvocati che sono sicuri di poter vincere questa sfida".

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