STONEWALL: IL RACCONTO DI UN TESTIMONE

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Fabio Canino ha intervistato per Gay.it Joshua Kay uno dei "ragazzi dello Stonewall", che ha preso parte ai giorni della rivolta. Dalla sua voce, gli emozionanti ricordi di...

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Sono riuscito ad intervistare Joshua a casa di un amico comune a Roma. Si trova in Europa per partecipare al Gay Pride di Milano e di Vienna. Per quelli di voi che non lo conoscono vi spiego chi è.

Joshua Kay è prima di tutto un insegnante di francese che vive a New York con il suo compagno. Attivista gay, scrive per diverse testate americane. Ma è diventato "famoso" alcuni anni fa, (anzi, oramai bisogna dire molti anni fa!!..) e più precisamente nel fine settimana del 27-29 giugno del 1969 quando, in un locale gay del Greenwich Village a New York, lo Stonewall Inn, ebbe inizio la rivolta che ha preso il nome del locale stesso.

Allora Joshua, mi spieghi cosa successe quella notte?

In realtà dovremmo parlare di quelle notti, perché quella notte a cui ti riferisci fu l’apice della rivolta ma in realtà era tutto partito da alcuni giorni. Ma va detto innanzi tutto che molte delle cose dette al riguardo non sono vere, direi che quei giorni sono diventati una leggenda e come tale viene spesso raccontata…

Perché secondo te?

Molto semplicemente perché si tratta del primo vero "Evento gay" e quindi destinato a diventare parte della nostra storia.

Allora raccontaci la verità, tu che c’eri. Prima di tutto perché la polizia intervenne?

Nel 1969 a New York era illegale aprire dei locali dichiaratamente gay (in alcuni stati degli U.S.A. e in qualche altro Paese nel mondo lo è tuttora!!!..). C’era però una sorta di tacito accordo per cui spesso la polizia arrivava, arrestava qualche cliente (di solito i più "ovviamente gay" come dicevano loro) facevano una multa al proprietario e se ne andavano. Per quanto riguarda lo Stonewall Inn però, il discorso era un po’ diverso. Era controllato più spesso degli altri locali perché di solito era frequentato da neri e portoricani ed in più dalle prime Drag Queens, quindi minoranze tra le minoranze! Io avevo tentato più volte di richiamare l’attenzione dei giornali (scrivevo articoli sulla nightlife per il Village Voice all’epoca) su questo accananirsi nei confronti dello Stonewall Inn, ma invano. Mi rispondevano che erano "solo neri e portoricani" e che quindi l’opinione pubblica non ne sarebbe stata interessata. Per loro sfortuna però, la sera che fecero la retata allo Stonewall c’erano anche molti ragazzi bianchi freschi freschi di College e molte persone eterosessuali che festeggiavano il compleanno del sottoscritto!!

Quindi tutto accadde per il tuo compleanno!! Alla faccia della festa!!

No, in realtà erano alcuni giorni che con una scusa o l’altra venivano allo Stonewall Inn e facevano multe, arrestavano persone che rilasciavano il giorno dopo ecc. ecc. Io per rabbia, decisi di festeggiare là il mio… -beh quanti anni non è importante ah! ah!- compleanno. Alcuni amici avevano organizzato una specie di spettacolino con Strip-tease e Drag Queen Show. Proprio durante lo spettacolo, era passata da poco la mezzanotte del 27 giugno, eccoti arrivare quattro poliziotti e due poliziotte on l’ordine di chiudere il locale.

Beh, come sempre. Dove sta la differenza scusami?

La differenza sta nel fatto che i clienti del locale quella sera decisero di rimanere fuori del locale in attesa di vedere uscire la polizia con i "soliti sospetti" da portare in centrale per protestare a viva voce. Per la verità era già successo sia a New York che a Los Angeles che sparuti gruppi di gays si ribellassero a questi arresti, ma tutto finiva appena la polizia ordinava di andarsene. Quella sera invece (mentre parla a Joshua gli si illuminano gli occhi!) vedemmo uscire dal locale Drag Queens incazzate come camionisti che urlavano e spintonavano i poliziotti urlando le peggio cose, richiamando l’attenzione anche d’altra gente che passava da lì per caso. Per lo più da un locale accanto uscì un cantante folk abbastanza famoso in quel periodo che aveva terminato un concerto e vedendo questo casino si fermò per capire meglio. Insomma in un attimo davanti al 55 di Christopher Street si era formata una piccola folla. Ero talmente incazzato che non mi ricordo come iniziò, ma mi ricordo che cominciai ad urlare spiegando a tutti quello che stava succedendo e soprattutto che avevano interrotto la mia festa di compleanno. Spontaneamente dalla folla cominciarono a lanciare monetine contro i poliziotti urlando e fischiando. Poi cominciarono a lanciare bottiglie di birra fino alla partenza del cellulare della polizia.

Una grande pubblicità quindi!?

Macché! L’unica cosa che i giornali riportarono il giorno dopo fu che "un famoso cantante folk era stato arrestato davanti ad un locale del Greenwich Village in seguito ad una rissa"!! Chiaramente tutti nel Village sapevano che le cose non erano andate così e quindi durante il pomeriggio successivo fu deciso che la sera tutti saremmo dovuti tornare allo Stonewall Inn per continuare la protesta in caso fosse tornata la polizia.

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