STOP AI MATRIMONI GAY!

di

Massachusetts: sì preliminare all'emendamento contro le nozze omosex. California: la Corte Suprema ordina al sindaco di San Francisco di fermarsi. Eppure i gay cantano vittoria…

595 0

WASHINGTON – Stop ai matrimoni gay, che però continuano a rimanere validi. E’ un bicchiere mezzo pieno quello che la Corte Suprema della California lascia sul tavolo, ordinando al sindaco di San Francisco di sospendere immediatamente i matrimoni omosessuali, ma senza pronunciarsi ancora sulla loro legalità. In un primo parere pubblicato ieri a San Francisco, dove la Corte ha la sede, il massimo tribunale californiano ha annunciato che prenderà posizione sul merito a maggio o a giugno.
La decisione rappresenta per i gruppi conservatori che si oppongono ai matrimoni gay e che hanno spinto perché la Corte si pronunciasse, un vittoria, ma solo a metà, perchè quelli già celebrati finora – oltre 3.700 dal 12 febbraio scorso – non sono stati per il momento annullati.
Il massimo tribunale della California si è pronunciato, tra l’altro, su richiesta del Guardiasigilli dello Stato, Bill Lockyer, un democratico. Lockyer, spinto dal governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger, aveva sporto denuncia contro la città di San Francisco perchè la legge in vigore nello Stato considera il matrimonio un’unione esclusivamente tra un uomo e una donna. Il sindaco di San Francisco, Gavin Newsom, considera invece la legge incostituzionale, perchè la Costituzione dello Stato impedisce qualsiasi discriminazione.
Sia Lockyer che Schwarzenegger si sono detti comunque pronti a studiare una nuova legge, non essendo contrari per principio ai matrimoni fra gay o lesbiche, o almeno alle unioni di carattere civile che garantiscono gli stessi diritti delle coppie sposate.
L'”alt” della Corte Suprema californiana è giunto nel momento in cui in Massachusetts il Parlamento approvava in via preliminare l’emendamento costituzionale che dovrebbe vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’emendamento dovrebbe annullare gli effetti della sentenza della Corte Suprema di quello Stato che ha stabilito che al più tardi a partire dal 17 maggio dovranno essere rilasciate licenze matrimoniali anche a gay e lesbiche.
L’obiettivo dei leader dell’Assemblea locale del Massachusetts, è doppio: modificare la Costituzione per impedire le unioni omosex, ma nel contempo autorizzare le cosidette unioni civili che riconoscono alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti di quelle sposate o quasi.
Ma il tempo stringe, e comunque vada il dibattito (già una volta il mese scorso, è stato impossibile trovare la necessaria maggioranza qualificata in Parlamento), i tempi giocano a favore dei gay e delle lesbiche. Per questo motivo anche alcuni parlamentari favorevoli al matrimonio gay hanno dato parere positivo per questo primo esame dell’emendamento, in modo da tagliar fuori eventuali nuove e più severe stesure dello stesso. L’opposizione all’emendamento si manifesterà durante la terza lettura, come ha ammesso al New York Times, Arline Isaacson, co-presidente del Massachusetts Gay and Lesbian Political Caucus. È più che probabile, dunque, che nella seconda metà di maggio città come Boston e Worcester seguiranno le orme di San Francisco, in California, dove i matrimoni omosex celebrati dal 12 febbraio hanno quasi raggiunto quota 4.000.

Leggi   Stati Uniti, il ministro della Giustizia: “La legge sui diritti civili non prevede protezione per le persone LGBT”
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...