Storace denunciato alla corte europea

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Esponenti della sinistra intendono interrogare la corte europea circa la legittimità della proposta di Storace di dare aiuti economici solo alle famiglie sposate.

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E’ duello tra Storace e la sinistra romana, scatenato dalla proposta di legge regionale del presidente della regione Lazio che prevede lo stanziamento di quattro miliardi per aiuti alle famiglie bisognose, purché regolarmente sposate. La proposta ha incontrato feroci critiche da più parti, ed è stata accusta di essere discirminatoria e anticostituzionale.

Mentre a Roma, contro questa proposta, si è dato vita a un comitato delle coppie di fatto, alcuni esponenti della sinistra hanno addirittura denunciato il fatto alla corte europea di Strasburgo, presentando un appello che denuncia «una grave violazione del regolamento del consiglio regionale»: l’abuso, secondo i firmatari dell’appello, è di aver convocato senza motivazioni d’urgenza, la commissione Sanità della Regione.

E’ Angelo Bonelli dei Verdi a rendere noto il testo dell’appello inviato alla Corte di Strasburgo, nel quale si sostiene che «la legge Storace sulla famiglia viola i trattati internazionali sul rispetto dei diritti umani e sulla tutela dell’infanzia, e in più è anticostituzionale».

Giulia Rodano dei Ds, vicepresidente della commissione Sanità crede che la convocazione della commissione sanità sia un gesto di «arroganza politica. L’urgenza sta solo nella volontà di Storace di discriminare le coppie di fatto e nel tentativo di alzare polvere per nascondere i risultati fallimentari della sua gestione». Per Alessio D’Amato, invece, capogruppo dei comunisti italiani, si tratta di «un atto grave e intollerabile», e il vicepresidente del consiglio Regionale Renzo Carella (Ds) l’ha definito «un colpo di mano».

Accanto a Storace si sono schierati il vicepresidente del Consiglio regionale Luzzi (An) e l’assessore al Patrimonio Giulio Gargano che ha anche lanciato una frecciata a Veltroni, accusandolo di essere «ipocrita» per aver usato l’udienza privata concessagli dal Papa, mentre l’anno scorso aveva osato sponsorizzare il gay pride.

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