STORACE: GAY O NO, CHE IMPORTA?

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Intervista di Gay.it al Governatore del Lazio, che ha recentemente incontrato Imma Battaglia per avviare politiche a favore degli omosessuali. "Ma basarsi sull'orientamento, non ha senso".

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ROMA – In tempi di cloni e biogenetica non c’è da preoccuparsi se anche i nostri politici smessi i panni omofobici corteggiano il movimento gay italiano. Francesco Storace, “l’epurator” – esortato a dire qualcosa di destra, reagì con la “storica” risposta: “‘a froci” – oggi ride di quel periodo e invita a Palazzo la fondatrice di Di’ Gay Project Imma Battaglia. A noi di Gay.it rilascia un’intervista, accoglie gli inviti che GayLib lancia nella sua rubrica su “L’Indipendente”.

La posizione della Battaglia
Imma è soddisfatta: altro che abiure contro il Pride del 2000, Storace si apre al dialogo e alla disponibilità. Ci tiene a dire che dopo di lui incontrerà il candidato del centrosinistra. «Per noi è giusto che Grillini faccia politica di partito ma il movimento omosessuale deve essere indipendente per costruire un programma che vada oltre le unioni civili, sappia contemplare nella sua globalità la vita delle persone omosessuali. E’ questo il solco che stiamo seguendo dialogando con le istituzioni, a destra come a sinistra. A Storace abbiamo fatto presente che il livello di vita tra Roma, la periferia e la regione è diverso; esiste un problema d’informazione per gli omosessuali e le famiglie. Insieme ad Agedo, Arcitrans, Arcilesbica, Gayroma.it pensiamo a un sito d’informazione ‘gay help’ e a un progetto di formazione nell’ambito del settore pubblico. Sappiamo per certo che nell’entourage di Storace e in Regione ci sono molti gay e questo non può non aiutarci».

«La questione omosessuale va affrontata a 360 gradi, creando una totale adesione, di tutta la politica. Francesco Storace rappresenta le istituzioni che hanno il dovere di ascoltarci. Poco importa se lui era un ex fascista, in quel momento stavo discutendo col presidente della Regione, con una istituzione italiana». Imma racconta l’incontro del 2 ottobre con Francesco Storace, e ritiene importante che un uomo di destra inizi un percorso sulle questioni omosessuali. Questioni che giriamo al Presidente della Regione Lazio.

Storace, la destra è pronta a cambiare registro verso la comunità Glbt italiana?

Quella omosessuale è una questione culturale irrisolta nel nostro paese. Non credo sia un tema delicato solamente per la destra, ma si tratta piuttosto di un problema trasversale, che riguarda anche la sinistra.

Ha incontrato Imma Battaglia e alcune associazioni romane Glbt. Anche GayLib le ha chiesto di far parte della Lista Storace alle prossime Regionali. E’ contento di tutto questo?

Imma Battaglia l’ho incontrata con piacere. Ma devo precisare che la mia lista non fa riferimento al sesso delle persone, mi sembra davvero arretrato discutere in questi termini. Per quanto mi riguarda, occorre parlare di contenuti, di che cosa si vuole fare nelle istituzioni. Penso che questa debba essere la discussione prioritaria.

Possiamo affermare che Alleanza Nazionale, con lei, cambia davvero la politica sulle questioni omosessuali?

Il problema centrale secondo me – e credo anche per gli elettori di Alleanza Nazionale – è quello delle discriminazioni. La destra italiana ha nel suo dna la lotta contro qualsiasi tipo di discriminazione. Anche per questo da tempo sto lavorando ad individuare proposte concrete che si propongano di lottare contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro per i comportamenti sessuali. Vogliamo promuovere iniziative per evitare vere e proprie tragedie sociali.

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C’è chi pensa che la sua lista con una quota gay spiazzerebbe e andrebbe oltre il Polo. Ha fatto i conti con Fini e quelli di AN?

Non credo che avrò problemi con il presidente Fini e con l’elettorato di Alleanza Nazionale. Una politica che combatta le discriminazioni è una caratteristica del mio partito, anche per la storia che ha avuto. Certo, cosa ben diversa è proporre un programma differente rispetto a quello che portiamo avanti sulla famiglia tradizionale. Bisogna fare un passo alla volta, prima ancora di parlare di candidature omosessuali. Le chiedo: che senso ha parlare poi in questi termini?

Presidente è lei l’intervistato. La Regione Lazio ha intenzione di attuare politiche di sostegno verso singoli gay bisognosi di aiuto, come gli handicappati o i malati di aids?

La Regione Lazio, da quando è governata dalla Giunta da me guidata, ha fatto delle politiche sociali e di sostegno ai più deboli un proprio cavallo di battaglia. Le persone bisognose hanno numerose opportunità di aiuto. Penso, ad esempio, ai disabili che sono entrati come soggetti finalmente portatori di diritti nello Statuto regionale, da poco approvato. Nella carta costituzionale, infatti, che detterà le regole ben oltre la durata di questa legislatura, è stata inserita la consulta per i problemi della disabilità e dell’handicap.

Sappiamo di casi con gay che hanno problemi a spostarsi dalla periferia al centro per mancanza di aiuti.

La Regione è vicina a chi ha problemi e a chi soffre, indipendentemente dalle sue scelte sessuali. Stiamo comunque aprendo una discussione anche su misure concrete proposteci da chi segue in prima persona la questione omosessuale qui a Roma. Sicuramente, non sfuggiremo ai problemi. Poi, saremo giudicati per la qualità delle risposte. Che ci saranno, in un caso o nell’altro.

di Mario Cirrito

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