Storica decisione del Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa

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L'organo del Consiglio d'Europa approva un documento che chiede agli stati membri di rimuovere le discriminazioni contro gay e lesbiche

Il 21 settembre entrerà nella storia della battaglia di gay e lesbiche in senso al Consiglio d’Europa per l’ottenimento di pari diritti e contro ogni discriminazione.

Il Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa ha infatti emesso una dichiarazione nella quale esprime il proprio rammarico per il fatto che ancor oggi in Europa vi siano discriminazioni ed episodi di violenza contro omosessuali e nella quale si riconosce che è necessario che i paesi facciano fare dei progressi alle leggi nazionali per porre fine a queste discriminazioni .

Il Consiglio dei Ministri è l’organo esecutivo del Consiglio d’Europa, che, lo ricordiamo, raccoglie 43 paesi europei con una popolazione di oltre 800 milioni di individui. Vi aderiscono tra l’altro molti dei paesi che ancora oggi hanno leggi anti-omosessuali.

La dichiarazione del 21 settembre arriva dopo una raccomandazione che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa aveva emesso alcuni mesi fa e insiste richiedendo non soltanto di adeguare a questi principi le leggi nazionali, ma anche di contrastare le culture omofobiche, ed in particolare quelle presenti in alcuni specifici gruppi sociali .

Soddisfazione è stata espressa da Nico Beger, delegata al forum delle organizzazioni non governative presso il Consiglio d’Europa di ILGA-Europe, l’organizzazione europea che riunisce le principali associazioni gay e lesbiche.

Ecco la situazione legislativa in Europa:

– solo l’Armenia considera illegali le relazioni tra persone dello stesso sesso;

– i paesi che in Europa hanno ancora leggi in qualche modo discriminatorie sono Albania, Austria, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo, Romania e Regno Unito.

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