Svastichella, pena ridotta in appello a 4 anni

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Senza l'aggravante per omofobia e con le attenuanti generiche, la pena è stata ridotta della metà, ma resta tentato omicidio. Dino: "Vergogna ai politici che non approvano la...

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Ridotta in appello di quasi la metà la pena inflitta ad Alessandro "svastichella" Sardelli per l’aggressione ai danni di due giovani che si baciavano nell’agosto del 2009 davanti al Gay Village di Roma.

Nonostante le richiste del pg Elisabetta Ceniccola che chiedeva di mantenere i sette anni del primo grado di giudizio, i giudici della Corte d’Appello hanno ridotto la pena a 4 anni di reclusione, riconoscendo le attenuanti generiche, ma mantenendo le accuse di tentato omicidio, porto d’arma bianca e lesioni gravi ai dani delle due vittime Dino, il più grave, ferito al torace e Giuseppe, colpito alla testa. Naturalmente, in mancanza di una legge, nulla ha pesato la matrice omofoba dell’aggressione.

Soddisfazione hanno espresso sia gli avvocati del comune di Roma, costituito parte civile, che di Arcigay e dei due ragazzi aggrediti. "Se ci fosse stata una legge che punisce l’omofobia – ha commentato l’avvocato dei due ragazzi e della Gay Help Line Daniele Stoppello -, la pena non sarebbe mutata e questo mostra la grave lacuna presente nel nostro ordinamento che non punisce la violenza ai danni delle persone lesbiche, gay e trans. Il fatto che la Corte abbia confermato il reato di tentato omicidio conferma la gravità di quanto compiuto da Sardelli e rappresenta comunque un fatto molto importante, per un procedimento di questo tipo. Il Giudice – ha aggiunto Stoppello – conferma anche la costituzione di parte civile di Arcigay Roma e del Comune di Roma, un fatto non scontato che testimonia come questa aggressione violenta abbia danneggiato tutta la nostra comunità e la città". 

Ma è proprio Dino a rilasciare una dichiarazione per niente soddisfatta: "Sono indignato di fronte a quei politici che dicono di voler combattere la violenza e poi non fanno nulla – ha dichiarato il ragazzo a Repubblica – Cosa aspetta il Parlamento ad approvare una legge sul reato di omofobia. Dovrebbero vergognarsi".

Perplesso anche il sindaco Alemanno che ha dichiarato: "Pur rispettando l’autonoma decisione dei giudici della Corte d’Appello non possiamo non rimanere profondamente perplessi di fronte a questa sentenza perché riduce a 4 anni una condanna per tentato omicidio. Tutto questo non sarebbe successo se in Italia esistesse una norma che preveda un’aggravante per omofobia". 

"Il caso Svastichella è simbolico, perché ci fa capire che, tenuto conto delle attenuanti per infermità mentale, restano disattese le aggravanti per reato dettato da odio omofobo – scrive in una nota Imma Battaglia, presidente di Di’Gay Project -. L’omofobia è reato anche se non esiste ancora la legge che lo condanna. Arretrare da questa posizione ci fa comprendere quanto sia urgente e improcrastinabile questa legge, attesa ormai da tutta la società civile, affinché nella punizione e nella condanna della violenza in tutte le sue forme non si dimentichi la violenza omofobica. Spero che il Parlamento possa cogliere, anche nelle parole del sindaco di Roma, una nuova, drammatica ragione per tornare ad aprire il dialogo sulla legge contro l’omofobia".

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