SVIZZERA PRO GAY

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I risultati di una campagna per l'accettazione dell'omosessualità nel canton Ticino.

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Curare si, ma inteso come prenderne cura ossia accompagnare sia i gay che la società civile ad una maggiore accettazione dell’omosessualità nella vita di tutti giorni. L’impegno è ambizioso ma dà già i suoi frutti. "Un anno fa, per la giornata svizzera del coming out", commenta Stephen Barris, operatore sociale di Aiuto Aids Ticino "avevamo iniziato a parlare di malessere dei giovani omosessuali, citando uno studio che indica che gli adolescenti gay, lesbiche e bisessuali sono da due a quattro volte più inclini al suicidio". Purtroppo, i giornalisti hanno preferito l’aspetto folcloristico del gay pride al tema del disagio giovanile come se fosse questo l’unico modo per presentare l’omosessualità in TV. L’associazione svizzera ha poi elaborato una strategia per "far parlare diversamente del tema e far cambiare la mentalità al riguardo".

Essere se stessi: strumento per il coming out

Punto centrale dell’operazione; la pubblicazione in 3000 copie dell’opuscolo Essere se stessi. Indirizzato ai giovani, si propone di fornire supporto agli adulti (docenti, operatori sociali, genitori…) che si trovano in difficoltà davanti all’omosessualità di un/a giovane. Senza provocazione (sono privilegiate le testimonianze dei giovani e dei genitori), costituisce un vero strumento per accompagnare giovane gay e lesbiche e chi li circonda a vivere meglio la loro omosessualità e dar loro suggerimenti riguardo il loro coming out.

Dallo psicologo al parrucchiere

Co-finanziata dall’Aiuto Aids Svizzero e da Aiuto Aids Ticino, l’operazione ha avuto il sostegno di Pink Cross, associazione per i diritti delle persone omosessuali in Svizzera e della Sezione Sanitaria del Dipartimento delle Opere Sociali. L’opuscolo è stato presentato in giugno in un seminario che ha riunito una cinquantina di persone. Presenti, Luca Pietrantoni, psicologo specialista in questioni gay e lesbiche e Paola Dall’Orto, presidente di Agedo (genitori di figli omosessuali). «Per i docenti, il "problema omosessuale" non esiste semplicemente perché è invisibile» ha spiegato Esther Lienhard, servizio sostegno pedagogico della scuola media nel suo intervento. Una seconda presentazione è avvenuta nel corso di una discocrociera sul Lago Maggiore che ha coinvolto circa 1000 giovani. Terza tappa, una conferenza stampa in settembre. "Essere se stessi" è ormai presente in tutte le biblioteche cantonale e scolastiche, cosi come da ogni medico generalista, e psicologo del cantone. Più innovativo, l’invio della brochure a 600… parrucchieri!

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