Svolta del Coi: niente più Olimpiadi nei paesi omofobi

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Quello che è successo con Sochi non si ripeterà mai più: modificato il regolamento.

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Una giornata storica per le Olimpiadi per il Comitato Olimpico Internazionale che ha finalmente modificato il proprio regolamento per inserire le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale tra i motivi di esclusione dei paesi che si candidano ad ospitare i giochi olimpici.

Proprio ieri, infatti, in un incontro tenutosi a Monaco, l’articolo 6 del regolamento è stato cambiato. La vecchia versione recitava: “Ogni forma di discriminazione che riguardi un paese o una persona in base alla razza, alla religione, alle idee politiche, al genere o ad altro è incompatibile con l’appartenenza al Movimento Olimpico”. La nuova versione, invece, aggiunge all’elenco delle discriminazioni inaccettabili, anche l’orientamento sessuale.

Il precedente di Sochi 2014

Dopo la pagina oscura delle Olimpiadi Invernali di Sochi, insomma, la storia cambia.

La novità, infatti, implica che i paesi che prevedono leggi che discriminano le persone lgbt (come la nota legge contro la propaganda gay russa) non potranno più essere sede dei giochi.

La proposta di cambiamento nacque non solo a seguito delle forti critiche mosse dalla comunità internazionale internazionale per la scelta di Sochi per le olimpiadi invernali del 2014, ma anche per via dei tanti arresti effettuati mentre i giochi si svolgevano, proprio sfruttando la legge voluta da Putin. Tra i tanti, venne arrestata anche Vladimir Luxuria , recatasi a Sochi proprio per denunciare l’inaccettabile livello di omofobia del paese.

Soddisfatte le associazioni

“Speriamo che tutti i paesi che potenzialmente potrebbero ospitare le Olimpiadi, come il Kazakhstan e la Cina – ha dichiarato Shawn Gaylord, di Human Rights First -, capiscano che tutelare i diritti delle minoranze sessuali non è qualcosa che possono rimandare ancora. Chiediamo al COI di continuare nel suo impegno a sostegno dell’uguaglianza includendo anche l’identità di genere nell’articolo 6 del regolamento”.

Il riferimento a Cina e Kazakhstan non è casuale. I paesi ospiti sono stati già decisi fino al 2020 (Rio de Janeiro nel 2016 e Tokyo nel 2020, mentre quelle invernali del 2018 si svolgeranno in Corea del Sud). Al momento si contendono l’edizione dei giochi invernali del 2022 sono Almaty, in Kazakhstan, appunto, e Pechino, in Cina.

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