TDoR, giornata contro la transfobia: le iniziative in Italia

di

Per il decimo anno di seguito le associazioni trans di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale della memoria trans. "Anche qui, più vittime di quelle che si...

1054 0

Come ogni 20 novembre, da ormai dieci anni si celebra domani la Transgender Day of Remembrance (Giornata Trans della Memoria) durante la quale in tutto il mondo la comunità trangender fa il punto sulla lotta alla transfobia. E’ il giorno, purtroppo, anche della conta delle persone uccise solo per il loro genere. 

"Il nostro paese è sempre tristemente presente nella conta delle vittime, segnale non solo che le azioni svolte dalle istituzioni, contro questo genere di violenze risultano insufficienti, ma anche che spesso il fenomeno non viene neanche compreso – si legge in una note del Coordinamento nazionale delle associazioni transgender italiane "Sylvia Rivera" -. I dati che abbiamo ci permettono di dare un nome alle persone assassinate. Ma non è che una parte delle vittime. Ci basiamo solo sulle denunce fatte, sulle rassegne stampa internazionali e su quanto le singole associazioni riescono a raccogliere direttamente".

Domani, quindi, in tutto il mondo e anche in Italia si terranno diverse manifestazioni, incontri ed eventi di vario genere per portare all’attenzione di tutti il fenomeno della transfobia.

"Ricordando la storia che ci ha portate/i a commemorare in tutto il mondo questo giorno, non dobbiamo dimenticare le azioni di tutte quelle persone che hanno lottato e che lottano tutt’ora per far si che questa lista di persone uccise sia azzerata da una politica forte contro la discriminazione e la violenza, e dalla volontà di tutti i cittadini di rendere il nostro mondo migliore, debellando l’odio verso le differenze di qualsiasi natura esse siano, rivalutando le stesse come bene prezioso per tutta l’umanità".

Il numero delle vittime della transfobia nel 2008 vede l’Italia al secondo posto su scala mondiale per numero di persone uccise: negli Usa si contano 16 vittime, 3 in Italia e in Iraq, 1 in Cile, Malesia, Portogallo, Messico, Germania, Spagna e Turchia.

"Come sempre, l’Italia si classifica, in termini assoluti, al secondo posto nel mondo, in questa tragica classifica e, sovente, in proporzione alla popolazione globale di ogni nazione, al primo posto – dichiara Mirella Izzo presidente nazionale di Azione Trans e portavoce del ‘Transgender Day of Remembrance Italia’- .Quest’anno, inoltre si è assistito ad un fenomeno angosciante: la sempre minore età delle vittime dell’odio e del pregiudizio. Ben 10 persone sono state uccise in un’età compresa fra i 15 ed i 25 anni! Servono urgentemente leggi che garantiscano alle persone transgender una cittadinanza piena ed una forte attenzione alle trans extracomunitarie senza permesso di soggiorno".

E anche Arcigay si unisce alle celebrazioni e al ricordo delle vittime della transfobia. Domani, infatti, il sito di Arcigaye quelli dei circoli locali saranno oscurati in segno di denuncia. "Nel nostro report 2008 sulla violenza omofoba – dichiara Luca Trentini, responsabile Lotta alla Violenza Arcigay – abbiamo registrato proprio un preoccupante aumento di aggressioni ai danni delle persone transgender, in diverse città, da nord a sud, dalla Capitale fino ai piccoli centri di provincia. E purtroppo la maggioranza di queste violenze restano oscurate dall’anonimato e non vengono denunciate per paura di ritorsioni".

”Le persone transessuali e transgender subiscono purtroppo una discriminazione ancora più forte rispetto al resto della comunità LGBT: sono le persone che più di ogni altro vivono sui loro corpi l’affermazione della loro libertà di essere – afferma il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso –. Non esiste ancora una legge che permetta la variazione dei dati anagrafici indipendentemente dalla riattribuzione chirurgica del sesso. Un paese civile dovrebbe riconoscere la possibilità di autodeterminare la propria identità di genere anche per quelle persone che non hanno completato il transito, come già in altri paesi europei".

Leggi   Maurizia Paradiso: "Non sopporto Malgioglio. Il Pride? Mai partecipato"

Intanto, Rita Bernardini, deputata radicale del Pd e Paola Concia, anche lei deputata Pd, hanno inviato a Giulia Buongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, una lettera nella quale chiedono che venga messa all’ordine del giorno dei lavori la proposta di legge n.1066 che prevede la possibilità che le persone transgender e transessuali possano cambiare il loro nome senza che obbligatoriamente venga fatto l’intervento chirurgico di cambiamento del sesso. 

Contemporaneamente, i parlamentari radicali hanno presentato un’interrogazione sia alla Camera che al Senato per sapere cosa il coverno intende fare a livello educativo e scolastico per combattere la transfobia e l’omofobia. Nell’interrogazione si chiede anche di sapere se i ministri intendono incontrare le associazioni trans italiane con l’obiettivo di avviare politiche di educazione, aiuto e assistenza adeguate. Si chiede inoltre, di promuovere iniziative anche legislative di sostegno, principalmente in ambito sanitario e sociale, affinché le persone transgender e transessuali possano vivere con adeguato aiuto la loro esistenza.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...