THE PRIDE MUST GO ON!

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Lettera aperta dei parlamentari al sindaco di Padova. Grillini chiede un osservatorio parlamentare per consentire il normale svolgimento del Pride. All'inaugurazione, quattromila persone in piazza.

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PADOVA – Tremila, forse quattromila persone hanno gremito ieri, in un caldo pomeriggio di giugno, piazza delle Erbe a Padova per la cerimonia di apertura ufficiale del PadovaPride, manifestazione nazionale dell’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transgender.

Alessandro Zan ha introdotto Luciana Littizzetto, a cui spettava il compito di tagliare il nastro inaugurale, e che non si è lasciata sfuggire l’occasione per esibirsi in un gustosissimo show. Un’inaugurazione nel segno della festa – tra bandiere, musica e spettacolo – ma anche della polemica: "Credevamo che Giustina Destro fosse il sindaco di tutti i padovani, ci siamo sbagliati" ha accusato dal palco Alessandro Zan. Proprio al primo cittadino di Padova, Franco Grillini, insieme con altri parlamentari di sinistra e centro-sinistra, ha indirizzato una lettera aperta in cui condanna decisamente l’atteggiamento tenuto dall’amministrazione della Destro sulla questione "Gay Pride", ricordando come in molte altre città del mondo libero i gay pride stiano assumendo un carattere di massa e popolare. Grillini, insieme con Fiorello Cortiana (Verdi), Titti De Simone (Rifondazione comunista) e Alessandro Zan (portavoce del Padova gay pride) si è anche fatto promotore di un Osservatorio parlamentare per garantire il "regolare svolgimento" del ‘Padova pride 2002’ e "respingere le provocazioni di forze politiche di estrema destra che vorrebbero ridurre nel nostro Paese la libertà di manifestazione pubblica". Alla presentazione dell’Osservatorio saranno presenti anche Massimo Brutti (Ds), Rosy Bindi (Margherita), Daniele Capezzone (Radicali), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Nicky Vendola (Rifondazione comunista).

La manifestazione di ieri si è distinta per la sua sobrietà: Piazza delle Erbe era una normale piazza gremita da gente normale che ospitava un normale show, al quale peraltro assistevano anche molti curiosi. A loro si sono presentati alcuni garbati ragazzi che, stringendo loro la mano, cantavano: "Piacere sono Paolo e sono gay"; come dire eccoci qua, non è che siamo tanto diversi.

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