Torino: condannato l’inquilino del condominio omofobo

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"Una volgare pagina di inciviltà": si è conclusa positivamente la brutta vicenda del condominio di Torino

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La giustizia questa volta ha davvero fatto il suo corso. L’inquilino dell’ormai noto “condominio omofobo” torinese in via Paravia 14, che solo poche settimane fa si professava innocente, è stato condannato a un anno e cinquemila euro di risarcimento per i danni, fisici e morali, a discapito di una coppia omosessuale vittima di stalking, violenze e minacce (qui in basso la foto della scritta “gay”, corredata da una svastica, dentro l’ascensore del palazzo).

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“Certamente anche altri hanno creato un clima infame in quel condominio, ma è altrettanto certo che l’imputato, il solo a rispondere dell’accusa, è responsabile, quantomeno a livello concorrente. Non vedo alternative alla condanna“: queste le parole del magistrato. La condanna è ancora più pesante di quella ipotizzata dal pm Cesare Parodi, che aveva parlato di 8 mesi.

Io sono un capro espiatorio, hanno preso a calci la mia porta e nel frattempo sono arrivate le offese su Facebook ai miei figli. Non me ne frega nulla degli anni di carcere, qui è stata messa alla gogna la mia famiglia e a me interessa solo la sua tranquillità”, dice il 63enne condannato.

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La replica di Parodi è tonante: “Le persone non si divertono a installare inferriate e telecamere oppure a presentare querele se non ne hanno un preciso bisogno. Se lo fanno è perché hanno paura. I rapporti tra i due uomini non finirono solo per questo, ma certamente anche per questo. Il problema va di molto oltre l’accettazione degli omosessuali nella società. C’è un riferimento alla sfera della sessualità del tutto gratuito”. La stessa cosa ha ribadito l’avvocato di parte civile,  Anna Ronfani: “Parliamo di una volgare pagina di inciviltà”.

Proprio ieri l’iniziativa di Guerrilla Garden promossa da Arcigay Torino, a sostegno dei due ragazzi vittima di omofobia (qui per guardare le foto e i video del bellissimo gesto). A ridosso della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, questa condanna è un primo dato concreto del fatto che qualcosa nella coscienza italiana si sta muovendo. Ora serve una legge che protegga la comunità da questi atti.

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