Torino: muore trans, nessuno avvisa la famiglia

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Sandra, Alessandro per lo Stato, è morta a maggio, ma i fratelli lo hanno scoperto solo pochi giorni fa, grazie ad una telefonata anonima. E il comune chiede...

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Da tempo i fratelli non avevano più notizie di Sandra, Alessandro all’anagrafe di Brindisi, sua città d’origine, ma non si erano preoccupati, perché era normale che non si facesse sentire per lunghi periodi, soprattutto dopo la morte della madre a cui era molto legata.

Fino al giorno in cui, il 3 novembre scorso, una telefonata anonima giunta al cellulare di uno dei fratelli dice: "Alessandro è morto". Non una parola di più, non un’informazione più precisa su come, perché, quando. Niente.

E risalire a quello che è davvero successo è diventato, per i fratelli di Sandra una sorta di calvario. Sandra, 44 anni, è morta il 10 maggio e di celebrare i funerali se n’è occupato il comune di Torino, dove ormai risiedeva da molto tempo. E per quei funerali l’amministrazione cittadina ha presentato alla famiglia un conto da saldare pari a 1.800 euro. Peccato che nessun’altra informazione sia stata data ai familiari di Sandra. Com’è morta? Perché nessuno li ha cercati?

"Sono giorni che cerchiamo di capire perché Alessandro è morto, se era malato, che cosa gli è successo davvero. Se è stata una tragedia o altro. Risposte zero – dice Michele, il fratello maggiore -. La sola cosa che hanno fatto, da Torino, è chiederci di rimborsare i soldi del funerale: 1.800 euro. Sul resto è silenzio totale. Abbiamo saputo adesso e sempre per caso che all´epoca sui giornali si parlò di una inchiesta e di una autopsia, di un magistrato di turno che si occupava del caso. Però notizie di prima mano ancora non ne abbiamo avute. Non siamo persone abituate a fare del male al prossimo, ma nemmeno a subirlo. Ci devono delle spiegazioni, delle scuse. E se qualcuno ha sbagliato, che sia un giudice o un impiegato o un poliziotto, è giusto che paghi. Abbiamo preso un avvocato, per andare a fondo. Non subiremo questa brutta storia passivamente. Le cose che non quadrano sono troppe. L’ultima? Abbiamo chiesto l´estratto del certificato di nascita al comune di Brindisi: il nostro Alessandro, seppellito sei mesi fa, risulta ancora in vita. Chiederemo la riesumazione e la riapertura dell´inchiesta, ce lo porteremo via. Vogliamo che riposi vicino a noi".

Ma dall’anagrafe di Torino hanno già risposto, anche se non con dettagli sul caso perché pare stiano ancora cercando la prativa. "Non c´è un obbligo giuridico che ci imponga di avvisare i parenti – fanno sapere dal Comune -. Ma noi lo facciamo lo stesso, di prassi, perché è doveroso, per buon senso e rispetto. Sempre che i familiari riusciamo a trovarli".

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