Torre del Lago: la movida gay trasloca, la violenza continua

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Un'ordinanza del Questore di Lucca impone la chiusura per due settimane al Mamamia e allo Stupida "di particolare interesse per pregiudicati e spacciatori", ma sulla Marina la violenza...

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Una location improvvisata, tutto spostato di alcune decine di chilometri, ma alla fine la festa è riuscita con una partecipazione sopra le aspettative degli organizzatori. Si è svolto senza incidenti il sabato sera lgbt versiliese che ha dovuto traslocare in fretta e furia da Torre del Lago a Lido di Camaiore dove i due noti locali gay della Marina della frazione pucciniana, il Mamamia e lo Stupida, hanno trovato ospitalità presso la discoteca Canniccia per la serata conclusiva della stagione estiva dopo che venerdì pomeriggio un decreto del Questore di Lucca aveva imposto la chiusura ad entrambi per 15 giorni.  Motivi di ordine pubblico, è la ragione ufficiale che nasce dagli ultimi episodi di violenza verificatisi sulla Marina di Torre del Lago ad opera di bande di spacciatori che nulla hanno a che vedere con i locali lgbt. A riprova di questa teoria, sostenuta da clienti e gestori dei locali che più volte hanno chiesto alle forze dell’ordine di intervenire, è il fatto che mentre il popolo lgbt festeggiava a Camaiore, su Viale Europa si consumava l’ennesima violenza ai danni di una troupe televisiva di Rete Versilia che si era recata sul luogo per realizzare un servizio. Il cameraman, un ragazzo marocchino, e il giornalista, ai quali è andata la solidarietà del Consorzio Friendly Versilia, sono stati aggrediti e malmentati e la loro attrezzatura gravemente danneggiata.

Di nuovo violenza, quindii, ma questa volta in assenza dei clienti dei locali e con il Mamamia e lo Stupida chiusi, cosa che contraddice l’ordinanza del questore nella quale si legge, tra l’altro, "costatato che le modalità di esercizio dell’intrattenimento danzante, la particolare orografia dei luoghi e il rilevante numero di avventori favoriscono il proliferare di numerose attività illecite, in particolare di spaccio di stupefacenti e prostituzione (…) ritenuto che il suddetto locale (il Mamamia, ndr) possa considerarsi di particolare interesse per pregiudicati, spacciatori e tossicodipendenti (…) decreta che la validità delle autorizzazioni (…) è sospesa per giorni 15".

Intanto, dopo gli appelli rivolti negli scorsi giorni, della vicenda si sta interessando la Regione Toscana tramite l’assessore al Turismo Cristina Scaletti (Idv) che ha convocato il Consorzio Friendly Versilia, il sindaco di Viareggio Lunardini (Pdl), la Provincia e la Prefettura per il 30 settembre nel tentativo di trovare una soluzione di mediazione.

“Credo che sia necessario affrontare le problematiche che si sono presentate nelle ultime settimane attraverso il dialogo, per consentire un approccio costruttivo e capace di portare a soluzioni condivise – spiega l’assessore al turismo della Toscana, Cristina Scaletti -. Una decina di giorni fa ho convocato una riunione per il 30 settembre invitando sia le istituzioni, ovvero Comune, Provincia e Prefettura, sia il consorzio Gay Friendly”. “Spero e mi auguro che partecipino tutti – sottolinea l’assessore -, in quanto la situazione si sta complicando”.

Alessio De Giorgi, però, proprietario del Mamamia, chiede espressamente l’intervento del presidente della Regione Enrico Rossi (Pd): Oggi, da Presidente della Regione, molti cittadini toscani ti chiedono di intervenire – scrive De Giorgi – per quanto sta avvenendo a Torre del Lago dove, alla lunga, il tuo silenzio rischia di essere assordante. Nella Toscana dei diritti e delle libertà, il passo dell’ordinanza del Questore non credo sia davvero ammissibile".

"L’unico vero problema – scrivono De Giorgi e la presidente del consorzio Friendly Versilia Regina Satariano – è la mancanza assoluta di controlli, prevenzione e rperessione che ha caraterizzato questa estate torrelaghese. Noi chiediamo a gran voce – concludono – che il Sindaco, il Presidente della Provincia e quello della Regione vadano quanto prima a Roma per pretendere rinforzi e ripulire da una criminalità così numerosa ed aggressiva quel lembo di territorio prima che occupi altre zone della città, ora che i locali sono definitivamente chiusi. E che, con un provvedimento di urgenza visti gli accadimenti, Prefetto e Sindaco rivedano subito le ordinanze, per dare un segnale che è stato un gravissimo errore chiudere i locali: lo Stato non deve mai arrendersi di fronte all’invasione di un territorio da parte della criminalità".

Vale la pena ricordare che una volta risolta la questione della chiusura, sui locali della Marina pende comunque l’obbligo, imposto dal comune di Viareggio, di chiusura alle 2.A margine della vicenda, si fa sentire di nuovo il giornalista Daniele Vanni, che a fine agosto si era fatto conoscere per un intervento omofobo durante il TG dell’emittente "Dì Lucca".

"Questa intollerabile aggressione – scrive Vanni in una nota di solidarietà alla troupe di Rete Versilia, confondendo palesemente l’aggressione subita dal giornalista e dal cameraman con la polemica nata per le sue affermazioni discriminatorie -, unita ai provvedimenti prefettizi e dei sindaci, testimonia della gravità della situazione. Per avere detto questo, qualcuno ha voluto fare passare il mio allarme come un messaggio omofobo, mentre ho sempre ribadito che non era questo il mio obiettivo. Sono stato linciato moralmente, ricevendo anche minacce di morte – scrive Vanni- (…). Visto che lo stesso trattamento è stato riservato a altri giornalisti che hanno solamente svolto il loro compito, credo sia necessario che dalle parole si passi a una fase diversa".

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