TORTURA PER I GAY D’EGITTO

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Human Rights Watch lancia l’allarme: gli omosessuali vengono identificati e arrestati con mezzi poco consoni, e infine maltrattati e torturati.

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CAIRO – Continuano le proteste delle associazioni dei diritti umani contro il modo con cui l’Egitto reprime gli omosessuali. L’accusa mossa ora dalla Ong newyorkese per i diritti umani “Human Rights Watch”, è di arresti arbitrari e tortura. Le autorità egiziane hanno infatti arrestato e torturato centinaia di omosessuali, in accordo con la dura politica repressiva del Cairo verso l’omosessualità. Hrw chiede ora all’Egitto di revocare la legge sulla depravazione, la stessa che permette di perseguire le relazioni omosessuali, consentendo alla polizia di sorvegliare e di “incastrare” i sospetti con metodi considerati poco consoni. Il più comune, che in passato è già stato oggetto di critiche, è navigare su Internet rispondendo agli annunci dei “cuori solitari” gay e di presentarsi poi anche agli appuntamenti con le manette alla mano. Il rapporto chiede inoltre una giusta punizione per coloro che hanno torturato i sospetti omosessuali.
Il rapporto sottolinea poi come il processo nel 2001 di 52 uomini per “pratica ricorrente della depravazione” abbia costituito la prova più visibile della repressione egiziana contro l’omosessualità. Tuttavia, precisa “Human Rights Watch”, la repressione è iniziata prima ed è continuata dopo il processo nel quale 23 persone furono condannate a pene anche di cinque anni di reclusione.
Human Rigths Watch, si legge sempre nel rapporto di 114 pagine “conosce i nomi di 179 uomini i cui casi, per mezzo della legge contro la ‘depravazione” sono stati portati di fronte ai giudici dall’inzio del 2001″, aggiungendo che centinaia di altrie persone sono state vessate, arrestate e spesso torturate.
All’inizio dell’anno scorso, il gruppo newyorkese ha intervistato 63 uomini arrestati per condotta omosessuale. Questi hanno raccontato di essere stati frustati, sospesi in posizioni dolorose, bruciati con sigarette, sottoposti a scosse elettriche agli arti, ai genitali e alla lingua. Secondo il rapporto anche i medici avrebbero torturato i sospetti omosessuali. I magistrati mandavano i sospetti all’Autorità di medicina legale, organo che dipende dal ministero della Giustizia. “I medici lì costringono gli uomini a spogliarsi e a inginocchiarsi, sottoponendoli a esami invasivi e degradanti per “provare” che hanno avuto rapporti omosessuali”, recita sempre il rapporto che oggi ha ricevuto il sostegno di cinque associazioni egiziane in difesa dei diritti umani. Due di queste hanno ammesso che alcune associazioni egiziane sono state lente nel denunciare le pratiche repressive delle autorità per l’estrema delicatezza della materia. “Non si tratta di un problema di diritti umani ma politico”, hanno detto.

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